La tattica fino a un certo punto

«Il Lecco paga errori dei singoli»

Il dg Maiolo: «Non è questione di gioco, sono stati quasi tutti sbagli individuali». Intanto la squadra continua con il tour de force dei due allenamenti quotidiani.

La tattica fino a un certo punto «Il Lecco paga errori dei singoli»
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Segnali di distensione. Il Lecco è torchiato in campo dallo staff tecnico e fuori dai dirigenti. Con le parole di fuoco di Di Nunno, pronunciate domenica, il cerchio si è stretto sulla squadra.

Il diesse Fracchiolla e mister Zironelli sono già stati pressati abbastanza. Ora è il momento di veder reagire la squadra. Ad affermarlo è il direttore generale Angelo Maiolo: «In questo momento il presidente è molto deluso - ammette Maiolo -. Già da settimana scorsa il patron aveva ottemperato ai suoi obblighi, pagando tutti gli stipendi, ma ora ha deciso di stare più distante dalla squadra anche perché la responsabilità è dello staff e dei giocatori insieme... I giocatori, però, hanno commesso degli errori non scusabili: ora devono tornare a onorare la maglia anche perché la gente di Lecco tiene soprattutto a questo. Hanno vinto contro grandi squadre per cui il presidente e il patron non capiscono cosa possa essere successo».

Di una cosa, però, Maiolo è certo: «Ci vuole un’inversione di rotta. Per essere nei play-off, zona dalla quale il Lecco non esce oramai da due stagioni, la proprietà, tutto lo staff dirigenziale e tecnico, hanno lavorato molto. Hanno dato tutto. E non bisogna buttare via ogni cosa per un periodo “no”. Bisogna unirsi e reagire tutti insieme».

Ma è chiaro che, oggi come oggi, la squadra è nel mirino del “pres”. Non a caso, su ordine di Zironelli, il gruppo squadra ha fatto doppio allenamento per tutta la settimana. Anche Maiolo appare oramai poco incline a difendere il gruppo: «Ci sono stati molti errori di concentrazione e attenzione. La squadra si è protetta dietro le dichiarazioni del presidente, dietro le accuse a Zironelli e Fracchiolla. Ma alla fin fine sono loro che vanno in campo per cui bisogna che loro si prendano le loro responsabilità e diano una risposta in campo».

Certo è che lo stadio “Briamasco” di Trento non sarà certo la piazza più comoda per riuscire a dare una svolta a questa situazione. Pur non essendo un terreno impossibile, non è certo il più agevole: «Lo sappiamo - ammette il diggì bluceleste -. La partita si presenta come molto difficile e l’avversario molto ostico, ma in questo momento lo sarebbe chiunque ci affrontasse perché dobbiamo pensare a noi e interrogarci sul nostro futuro. Dobbiamo guardare al nostro interno più che all’esterno. Ma è logico che siamo in un momento delicato e difficile».

Poi, però, Angelo Maiolo si lascia sfuggire, scocciato, un commento a caldo: «Gli errori? Sono stati tutti o quasi sbagli individuali o su palla inattiva. Sono i singoli che stanno facendo male, non è questione di gioco o di tattica».

E il mercato “di riparazione” è troppo lontano per sperare in una correzione in corsa della squadra. Anche volendo metter mano alla rosa, se ne parlerà a gennaio. «Ci vogliono ancora due mesi prima di poter parlare di mercato. Ci si penserà a tempo debito. Prima bisogna davvero recuperare terreno. Il più possibile. Anche perché continuiamo a pensare di aver allestito una buona rosa. È questione di convinzione, fiducia e serenità da ritrovare, più che di uomini da sostituire».

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