La proprietà: «Il Lecco vale
un milione e mezzo di euro»

Il vice presidente Biagio Di Nunno indica il prezzo al quale la famiglia potrebbe cedere il club. «Proposte concrete non ne abbiamo ricevute: se arrivassero le valuteremmo, la nostra società è un gioiellino».

La proprietà: «Il Lecco vale un milione e mezzo di euro»
Simone Ganz in gol nella partita con il Renate

Orgoglio e pregiudizio. Niente a che fare con il romanzo di Jane Austen. Parliamo dell’orgoglio della famiglia Di Nunno per quello che sta facendo la prima squadra (ma anche il settore giovanile). E del pregiudizio che c’è verso potenziali, per ora fantomatici, compratori.

Per il vicepresidente Biagio, detto Gino, Di Nunno, infatti, il Lecco resterà saldamente nelle mani della sua famiglia.

Almeno per ora: «Compratori ce ne sono tutti i giorni, ma sono tutte chiacchiere. Quelli reali, seri, non esistono. Vengono, chiedono e poi scompaiono. Sono i soliti quattro o cinque che girano. Poi se dovesse venire qualcuno di serio si potrà discutere. Ma per ora non siamo neanche alle chiacchiere da bar».

Ma è stata fissata una cifra? «Ancora no, perché non si è avvicinato nessuno – ribadisce Gino Di Nunno - Dipende da chi arriva, da cosa vuole fare. Il valore del Lecco balla intorno al milione e mezzo di euro. A luglio costerà di più, a stagione finita. Ma i conti sono presto fatti. Abbiamo 120 giocatori di proprietà. Chi compie il 14° anno siamo obbligati a vincolarlo fino ai 19 anni. E ogni tesserino costa 12mila euro. Noi abbiamo 120 ragazzi di proprietà, compresi i professionisti della prima squadra. Abbiamo già un ragazzo che è andato anche in Nazionale Under 15, Leonardo Pirisi, classe 2007. E la Primavera 3 è nei play-off a due partite dalla fine: potremmo giocarci anche qualcosa in più in termini di classifica. E cercheremo di finire alla grande».

Insomma, quanto vale questo Lecco? Per Di Nunno almeno un milione e mezzo: «Abbiamo una squadra salva e quasi ai play-off. Abbiamo costruito una macchina perfetta. La visibilità data alla città di Lecco è evidente. Non dimenticatevi che i quarti di Coppa Italia femminile tra Inter e Juventus se li sono giocati a Lecco. In questo momento stiamo facendo molto bene, grazie a tutti quanti, dal presidente al magazziniere, e il merito va spartito con tutti quanti. La proprietà ha costruito un piccolo impero: la famiglia Di Nunno grazie anche a Fracchiolla, Pennati, Lanfranconi, Morganti e tutto il settore giovanile, ha costruito un piccolo gioiello. I giovani bisogna formarli bene, perché sono il nostro futuro. Ma non bisogna dimenticarsi chi ha mosso tutto questo: la famiglia Di Nunno. Facile saltare sul carro del vincitore adesso: ma vi ricordate dov’era il Lecco prima che arrivassimo noi?».

Insistiamo. Sono discorsi prodromici ad elevare il valore della società, a trovare un compratore o a trovare uno sponsor, un socio di minoranza? «Se ci fosse una trattativa seria, con un imprenditore importante che volesse fare una società insieme a noi, terremmo tutte le porte aperte. A qualsiasi condizione. Ma siccome non c’è, andiamo avanti per la nostra strada, puntando sempre in alto. Poi c’è stagione e stagione, ma le nostre ambizioni di famiglia, soprattutto sulle giovanili, sono sempre molto alte. Persino la femminile è super prima in classifica. Ha vinto 35 a zero domenica scorsa. In questo momento siamo un gioiellino».

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