«Il Lecco mi vuole,

ma aspetto il mister»

Il portiere Marco Pissardo sta valutando dove giocare il prossimo anno e potrebbe salutare via don Pozzi.

«Il Lecco mi vuole, ma aspetto il mister»
Marco Pissardo
(Foto di foto Menegazzo)

Il Lecco deve decidere tante cose. E tra queste anche se può permettersi ancora Marco Pissardo, 23 anni, ex portiere dell’Arezzo retrocesso in serie D che la scorsa stagione tanto bene ha fatto in bluceleste. Il ragionamento non è peregrino: il prossimo Lecco sarà ringiovanito. L’hanno già detto tutti i dirigenti, dal dg Angelo Maiolo al ds Domenico Fracchiolla. Ma allora un “over” in porta ci sta? O costa troppo dovendo stare in panchina? Un bel dubbio.

Una certezza c’è: Pissardo ha recuperato dalla lesione di secondo grado al flessore della gamba destra. Sarebbe pronto a cominciare il ritiro con la squadra in cui giocherà. Sperando che sia il Lecco: «Sto valutando insieme al mio procuratore. Il Lecco ha presentato un’offerta e ho ringraziato il direttore Fracchiolla di avermela fatta, visto che mi ha dato un’altra chance di dimostrare il mio valore a Lecco e, al contempo, ha dimostrato la fiducia che nutre in me. Ora sto valutando perché devo aspettare». Qualche proposta a Pissardo è arrivata. Anche altolocata: «In serie C, per ora. Ma anche in B. Però non è decisivo: parlo con tutti e mi guardo intorno. Io vado in vacanza tra sei giorni, a Otranto, con Rolando della Pro Vercelli e non penserò a nulla. Però è logico: il 26 o 27 giugno prenderò una decisione. Entro massimo dieci giorni voglio stare sereno e avere una squadra. Se starò a Lecco o meno conterà anche chi sarà il mio nuovo allenatore».

L’unico anno in cui Pissardo si era mosso per un tecnico era a Monopoli perché apprezzava molto Beppe Scienza: «Ma scegliersi l’allenatore conta fino a un certo punto. Prima di comprare i giocatori si ingaggiano i tecnici, per cui influirà anche la scelta che farà il Lecco. Per tutti, non solo per me. In base all’allenatore si capiscono anche gli obiettivi. Poi magari si prende uno giovane e che non è mai stato in panchina e si vince il torneo. E io ho sempre giocato con allenatori giovani. Mi trovo bene con le mentalità più aperte, meno vecchia scuola».

Il feeling con Lecco è ottimo, questo è certo: «L’unica cosa che mi è mancata quest’anno sono i tifosi. Avrei voluto giocare con il pubblico perché paragono Lecco a una tifoseria del Sud. Sono stato molto bene e questo peserà nella mia testa. Però devo saper valutare con calma, a mente fredda. La parola finale spetterà a me, ma ci sono anche persone che mi consigliano. Non solo il mio procuratore Sandro Stemperini, ma anche altri».

Pissardo ha bisogno di lottare ogni gara. «Io lo dico sempre: non mi piace giocare per nulla. Ovvero per la metà classifica. Preferisco lottare per la salvezza all’ultima giornata. Oppure per i playoff. Odio arrivare decimo o undicesimo. L’obiettivo è andare in una squadra che punta a fare bene anche perché tutte dicono di voler vincere. Noi abbiamo fatto così: abbiamo lottato fino alla fine. Per questo Lecco è al top delle mie possibili scelte».

I playoff? Chi li vince domani? «Stiamo parlando di due ottime squadre. La favorita è il Padova, ma l’Alessandria era più forte del Como e non ha vinto, pur sbagliando l’inizio e lo scontro diretto. Sono stati spareggi strani. Hanno detto che il nostro girone era il più scarso e quasi tutte le finaliste, alla fine, erano del girone A. L’Albinoleffe l’avevo visto bene, ma non pensavo fosse da semifinale. Erano organizzatissimi e questo mi era piaciuto molto». Battuta finale su Marco Zaffaroni, tra l’altro vicino alla panchina del Lecco. «Ottimo allenatore, non lo devo dire io».

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