“Frac” difende il Lecco

ma pretende la riscossa

Il ds Fracchiolla e i più recenti passaggi a vuoto

«Abbiamo perso troppi punti per nostre disattenzioni È giunto il momento di andare a riprenderci il maltolto. E di svegliarci».

“Frac” difende il Lecco ma pretende la riscossa
Il gol annullato a Petrovic contro il Renate che tanto ha fatto discutere: ma ora il Lecco guarda avanti

Suona la carica il ds del Lecco, Domenico Fracchiolla. Non accetta passivamente la logica della sconfitta figlia di errori arbitrali o di episodi sfortunati. Per lui non esistono né arbitri né sfortuna. Per lui esistono solo il lavoro, la cattiveria agonistica, la determinazione. La voglia di riprendersi quello che sente suo.

«Dobbiamo avere la determinazione di andarci a riprendere quello che abbiamo lasciato per strada. Non abbiamo sempre fatto come nella prima mezz’ora di Crema... Abbiamo meritato più degli avversari nel resto del tempo, nelle ultime tre gare. E abbiamo raccolto un solo punto. Per cui dobbiamo riprenderci il maltolto. Niente di più e niente di meno».

È quasi “incattivito” il direttore sportivo bluceleste. Ma non ce l’ha con i suoi ragazzi né, tantomeno, con mister Mauro Zironelli. Ce l’ha con il passaggio a vuoto, con quella combinazione calcistica di errori, regali e imprecisioni che ha determinato almeno due risultati bugiardi su tre: quello di Mantova e quello in casa contro il Renate. La sconfitta di Crema ci può anche stare, nonostante qualche episodio arbitrale opinabile di troppo.

Ma Fracchiolla ce l’ha con sé stesso perché quando il Lecco perde si sente sempre il primo responsabile e, come fa ogni capitano di vascello, se la nave affonda, lui è sempre l’ultimo a lasciarla. «Dobbiamo svegliarci - ringhia determinato -. Dobbiamo tornare a vincere in casa perché la sconfitta con il Renate brucia ancora e ha lasciato strascichi. Dobbiamo darci una svegliata perché abbiamo perso punti per disattenzioni nostre. Come si fa? Solo lavorando e cercando sempre di offrire la miglior prestazione possibile. Il risultato, per come la vedo io, è sempre la conseguenza della prestazione».

Con qualche decisione arbitrale più corretta, però, il Lecco non avrebbe bisogno di ricompattarsi: «Non ci siamo mai lamentati più di tanto delle decisioni arbitrali, ma è un dato oggettivo: da inizio campionato non sono mai state a favore nostro. Nel dubbio, mezzo e mezzo, ci viene fischiato sempre contro. È evidente e obiettivo tutto ciò, ma non ci piangiamo addosso perché la positività ti porta a risollevarti. Ci comportiamo forse troppo bene con gli arbitri, ma non importa: continueremo a farlo perché è il nostro stile».

La Virtus Verona, avversaria delle 17,30 di domenica, non è propriamente una squadra contro la quale pronosticare goleade o semplicemente una vittoria facile: «Sono bravi. Hanno giocatori come Pittarello e Marchi , davanti, e Hallfreddson in mezzo al campo. Sono un’ottima squadra, molto ben allenata. Dobbiamo affrontarla nella maniera giusta se vorremo batterla».

C’è chi è più in forma nel Lecco, come in altre squadre. Si deciderà in base ai singoli, ai più in forma, la prossima formazione, o in base alla continuità: «Non abbiamo mai esaltato né abbattuto i singoli perché solo di squadra si vince e si perde. Se puntassimo il dito sui singoli, sbaglieremmo tutto. Dobbiamo puntare sul collettivo e su quello dobbiamo continuare a insistere. È l’unica strada da imboccare per uscire da questa piccola crisi».

Come sta mister Zironelli? In fondo è il suo primo, e speriamo unico, momento di crisi: «Il mister è uno che lavora sempre tanto. Conosce una sola strada: lavorare. Non posso rimproverargli nulla. Cerca sempre i difetti, prova a smussarli, a spiegarli, a correggerli. È sempre molto preciso nello spiegare le cose ai ragazzi. Deve continuare a farlo con serenità e tranquillità senza ansia e stress che sono sempre elementi dannosi e che non portano da nessuna parte».

© RIPRODUZIONE RISERVATA