Di Nunno: «Il Lecco l’ho iscritto

Ma sarà una squadra di ragazzi»

Deluso il patron bluceleste: «Ho calato le braghe, eppure nessuno si è fatto avanti. Qualcuno si è interessato, ma di soldi nulla. E mentre parla, il Comune mi fa pagare pure il Bione».

Di Nunno: «Il Lecco l’ho iscritto Ma sarà una squadra di ragazzi»
Il patron e amministratore delegato bluceleste, Paolo Di Nunno

Lecco iscritto. Parola di Paolo Di Nunno: «Sono arrabbiato, ma alla fine ho iscritto la squadra. Oggi (ieri per chi legge, ndr), ho mandato anche il bonifico a Firenze. Nella speranza che si avvicini qualcuno. Sennò devo fare una squadra di tutti ragazzi».

Insomma, Di Nunno smentisce sé stesso, per fortuna, nella parte in cui minacciava di non iscriverla se non avesse ricevuto subito 200mila euro. Ma non smentisce tutte le difficoltà che, questa volta, sono concrete e non solo “sparate”: «Il mio lavoro (la Elettronica Videogames di Cormano, ndr) è ripartito, ma non ce n’è molto. Io faccio hardware e software (di videoslot, ndr), ma di roba nuova non se ne vende perché hanno tutti paura di un ulteriore fermo a settembre. Così non si muove molto denaro. Il noleggio va, ma poco… Ho poche centinaia di macchine, circa trecento… Ho cercato di parlare con amici ovunque. I diecimila me li regalano comunque, ma che ci faccio? Anche per questo ho mosso le mie pedine».

Ovvero: «Abbiamo firmato un contratto per il marketing della Calcio Lecco. Per la pubblicità. Qui di soci non se ne vedono. Parole tante, fatti pochi».

Insomma, un Di Nunno iscritto ma nervoso: «Sono nervoso perché si è interessato qualcuno, ma di soldi nulla. Non se ne vedono. Ho chiamato anche l’ex presidente del Como Massimo Nicastro, negli Stati Uniti, ma non viene dietro neanche lui. Per ora non è venuto nessuno neanche da parte del Comune. Eppure tutti mi hanno detto che volevano una società pulita e io così l’ho costruito, il Lecco: pulito, senza debiti».

Ma Di Nunno si è rassegnato: «Io voglio sempre vincere. Basta che il Lecco vada bene. Ho calato le braghe, ma nessuno si è fatto avanti. Andrò avanti da solo. Fino a quando ce la faccio. Voi credete che scherzo. Ma non è così».

Il patron bluceleste se la prende ancora con il Comune “reo” di promettere ma non mantenere. Almeno finora: «Avevo raggiunto l’accordo per affittare il campo al Seregno per guadagnare qualcosa, fin quando non potrà giocare al “Ferruccio” che deve essere rifatto. Ma il Comune ha detto di no. Mi avrebbero fatto comodo quei soldi. Dal Comune trovo bastoni tra le ruote ovunque… Non ho voluto litigare e il Seregno così andrà a Busto Arsizio… Vorrei ospitare anche i concerti allo stadio. Insomma: con il Comune non ho voluto litigare, tanto hanno sempre ragione loro… finché non gli porto i libri e gli riconsegno la squadra».

Di Nunno non smentisce il sindaco Mauro Gattinoni che aveva parlato di “interessamenti” da parte di “imprenditori tifosi”, e di aiuti per le giovanili. Ma vorrebbe vedere moneta contante. «E invece, mentre parla, il Comune mi fa pagare anche il Bione. Insomma, io capisco tutto, ma vorrei vedere qualcosa di concreto».

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