Calcio, il presidente Gravina gela  «Niente Lega Pro per il Lecco»
Fidejussione non in regola e sicurezza allo stadio Rigamonti-Ceppi frenano l’accesso del Lecco in Lega Pro (Foto by foto Menegazzo)

Calcio, il presidente Gravina gela

«Niente Lega Pro per il Lecco»

“Bocciata”, almeno per ora, la domanda di iscrizione bluceleste: «È incompleta, difficilmente sarà accettata». I problemi sarebbero legati alla fidejussione e alla sicurezza dello stadio - La decisione ultima sarà il 4 agosto

Doccia fredda in casa della Calcio Lecco. La società bluceleste con tutta probabilità rischierebbe di non andare in Lega Pro. L’ufficialità verrà data solamente fra qualche giorno e, comunque, l’ultima parola scatterà il 4 di agosto.

A a stroncare le speranze è il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina che, da noi interpellato, al termine del consiglio di Lega di ieri, ha ammesso: «Purtroppo la domanda della Calcio Lecco è incompleta. Quasi sicuramente non sarà accettata, anche se il mio giudizio potrà essere ufficializzato solamente il 4 agosto e per ora non è vincolante».

Ovvero Gravina si rimette all’esame che anche la Covisoc proporrà sull’incartamento presentato a Firenze dall’amministratore unico Sandro Meregalli e dal suo braccio destro Gianluigi Comi. .

In primis, ma non è stato Gravina ad affermarlo, sarebbe proprio il punto relativo alla fidejussione emessa tramite “Le Generali” che non sarebbe del “tipo” (doveva essere “a prima chiamata”) ammesso dalla Covisoc e dalla Lega Pro stessa.

Altri problemi riguarderebbero, ma sono sempre voci di corridoio, la sicurezza, ovvero tutto ciò che avrebbe dovuto riguardare l’ingresso allo stadio Rigamonti-Ceppi: tornelli, prefiltraggio, responsabile della sicurezza, palmari … Tutti aspetti che, pare insieme ad altri più “veniali”, non sarebbero stati sufficientemente approfonditi dalla Calcio Lecco che, dunque, potrebbe non riuscire ad approdare in Lega Pro.

Meregalli, però, non si dà per vinto: «Pazzesco. Non mi hanno comunicato nulla, ufficialmente, per cui io spero ancora. Fino al 4 agosto siamo ancora “vivi”. Vorremmo capire anche noi cosa manca e cosa non va bene. E se possiamo rimediare…».

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