Calcio, il presidente Galati

«Giocatori del Lecco viziati»

Il presidente: «Non accetto che una società venga messa alla gogna perchè paga il 22 al posto del 17. Lo ripeto, martedì prossimo salderemo come promesso e con l’occasione parlerò con la squadra». Compatta squadra e staff tecnico: «Il problema non sta nei cinque giorni di ritardo, ma nel fatto che tali ritardi accumulandosi ci hanno portato ad essere a sedici giorni dal termine della stagione con ancora quattro mensilità da incassare»

Calcio, il presidente Galati «Giocatori del Lecco viziati»
Da sinistra Paolo Cesana, il presidente Stefano Galati e il socio Carlo Stocco
(Foto di Foto menegazzo)

Sulla vicende rimborsi non pagati in casa Calcio Lecco il presidente Stefano Galati si dice scosso. E anche molto arrabbiato. Spiega di non aver parlato “a caldo” perché avrebbe detto cose spiacevoli, d’impeto...

E poi attacca: «Dopo martedì 22, in due mesi di gestione avrò già pagato due stipendi. Non ho capito questa protesta dei giocatori. E non ho capito neanche cosa cambi prendere i soldi dal venerdì al martedì: mi rendo conto che volevano fare la Pasqua con i soldi in tasca, ma se mi arrivano i bonifici che aspettavo il 17 mattina, invece del 13 non è colpa mia… Ci sono dei tempi bancari: quando ho ricevuto i pagamenti che aspettavo, li ho girati ma la valuta sarà quella di martedì».

Galati arriva a dare dei “viziati” ai ragazzi del Lecco. Parla di giocatori che “vivono in un altro mondo”. E poi spiega: «Se una società deve essere messa alla gogna sui giornali perché paga il 22 e non il 17, mi viene da pensare che i ragazzi sono viziati. Oppure sono messi nelle condizioni di pensare male qualsiasi persona arrivi a Lecco. Lo ripeto: martedì pagheremo».

Galati si chiede come mai i ragazzi non si fossero lamentati prima, quando i proprietari erano altri. E arriva ad annunciare, sotto traccia, delle possibili non meglio specificate “conseguenze” per gli autori della protesta. «Io sto rispettando gli impegni. E quando martedì prenderanno i “soldini” a ognuno di loro farò un bel discorsetto. Se devo avere ragazzi in casa che si comportano in questa maniera, allora trarrò le mie valutazioni. Mi sembra di essere nel giusto… Ripeto: ho promesso che mensilmente avrei pagato gli stipendi, ma non ho mai detto che avrei pagato tre mensilità per volta».

Intanto giocatori del Lecco tirano dritto. Non ritrattano alcunché, all’indomani dell’annuncio della proprietà di procedere ai pagamenti martedì dopo Pasqua. Tra l’altro con loro si schiera tutto lo staff tecnico: da mister Rocco Cotroneo al vice Davide Venantini fino al preparatore dei portieri Roberto Vassena.

Nel comunicato che hanno diffuso ieri, i giocatori si dicono tristi per non aver potuto festeggiare la salvezza matematicamente conquistata con due giornate di anticipo. «Ma tale decisione è stata presa all’unanimità da giocatori e staff tecnico in seguito all’ennesimo ritardo nei pagamenti».

Il rimborso spese che avrebbero dovuto prendere era quello di gennaio. Restano ancora indietro quelli di febbraio e marzo, nonché, fra pochi giorni, quello di aprile. «La mensilità in questione è quella di gennaio, il cui incasso ci era stato garantito per la settimana dal 7 al 14 aprile, poi entro il 17 aprile, ma puntualmente smentita dai fatti. ... Il problema non sta nei cinque giorni di ritardo, ma nel fatto che tali ritardi accumulandosi ci hanno portato ad essere a sedici giorni dal termine della stagione con ancora quattro mensilità da incassare».

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