Il Basket Lecco non “rientra”. «Serve almeno un altro anno»

Il presidente Tallarita non acquista i diritti di un campionato senior. «Questo sport non decolla perché manca passione e c’è troppo campanile».

Il Basket Lecco non “rientra”. «Serve almeno un altro anno»
Il medico lecchese presidente del Basket Lecco, Antonio Tallarita

«Dopo tanti anni di pallacanestro, sono arrivato alla conclusione che sono essenzialmente due i motivi per i quali il basket nella nostra provincia non spicca il volo verso le categorie più importanti...». Le parole sono quelle di Antonio Enrico Tallarita, medico e da anni direttore socio-sanitario dell’Asst di Lodi-Codogno, nonché presidente di quel Basket Lecco, da un paio di stagioni impegnato esclusivamente con il settore giovanile (e privo di una prima squadra in categoria), ma fino al 2020 impegnato col club bluceleste in una serie B d’alto livello.

«Ed ecco i risultati...»

In una pausa di lavoro, racconta la sua esperienza e i propri obiettivi con la franchigia lariana: «La prima ragione è in una certa carenza di passione e passionalità da parte del pubblico - spiega -: a Lecco ci sono tanti giocatori a livello amatoriale o di categorie inferiori, ma in pochi sono riusciti a emergere davvero. E questo si riflette sul seguito di pubblico alle partite anche di terza serie. Malgrado la vicinanza con Cantù, insomma, non c’è grande tradizione».

«La seconda ragione è la più importante - puntualizza -: ed è il campanile. La rivalità fra le squadre della nostra provincia. E qui c’è una responsabilità precisa. Da parte mia e da parte dei proprietari che negli ultimi anni si sono alternati alla guida delle altre franchigie».

Il medico lecchese di origine siciliana entra nel dettaglio: «Mi spiego: negli anni come Basket Lecco sono andato vicino a fusioni con Calolzio, Olginate, Lierna, Pescate...Ma non se n’è mai fatto nulla. Tutti volevamo comandare a casa loro e così non si può fare. Questo ha portato a una certa frantumazione di impegni e risorse, con i risultati che tutti vediamo (Lecco ha ceduto il titolo per la B due anni fa, Olginate lo ha fatto in questi giorni, ndr). Colpa nostra. Di tutti. Le strutture? Io credo che se i campionati nel 2020 non fossero stati interrotti con quel Basket Lecco (era terzo, ma in netta crescita, ndr) potevamo andare in A2. Sarei andato a giocare a Desio... Ma poi avrei proposto al Comune di Lecco di costruire un palazzetto adeguato qui. Al Bione; e forse ci saremmo riusciti».

«Mi viene una malinconia...»

Ma ora con l’addio anche della Np Olginate, il basket di vertice nel Lecchese scompare: «No, noi del Basket Lecco abbiamo un progetto preciso: niente prime squadre in D, C Silver o C Gold per almeno un altro anno, poi sì. E vedremo da dove ripartire. Il discorso è semplice: con il settore giovanile stiamo facendo crescere ragazzini, fino all’Under 19 che iscriveremo con prospetti di uno-due anni più giovani. Formati questi 4-5 ragazzi, acquisteremo un titolo per una prima squadra. Oggi dovremmo andare in giro a raccogliere troppi giocatori da fuori. Continueremo un ottimo lavoro con le varie under nostre per prepararci».

Resta il ricordo di quel sogno-A2 che, coi vari Casini, Mascherpa, Sanna, Bloise, Lenti, Stefanini poteva davvero toccare la A: «Sì, ogni tanto ci penso - conclude Tallarita - e mi viene una malinconia...».

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