Rota agli Europei in maglia azzurra. «È la mia prima volta e ci speravo»

Il ventunenne di Galbiate sarà in gara sabato con l’Italia alle Canarie. «L’obiettivo è quello di fare del mio meglio e magari puntare al podio come squadra»

Rota agli Europei in maglia azzurra. «È la mia prima volta e ci speravo»
Andrea Rota, 22 anni da compiere il prossimo 22 luglio

Andrea Rota, classe 2000 di Galbiate e 22 anni da compiere il prossimo 22 luglio, è tra i convocati azzurri chiamati a comporre la Nazionale di corsa in montagna impegnata nel fine settimana a El Paso, nell’isola La Palma alle Canarie, ai campionati europei di specialità. Rota è stato scelto per la gara marathon in programma sabato mattina e torna così in Nazionale a distanza di cinque anni.

«Avevo corso tra gli Allievi a Lecce in quello che era il Mondialino - racconta Andrea -, una rassegna giovanile internazionale, mentre quello di sabato sarà il mio debutto in quella Assoluta».

Magazziniere ed ex terzino

Magazziniere di giorno, con un passato da terzino prima nel Sala al Barro e poi nel Galbiate, Andrea difende ora i colori dell’Osa Valmadrera e la sua storia da skyrunner è tutta da raccontare: «Anche da piccolo ero tesserato per l’Osa, ma giocavo a calcio e non ho mai fatto gare vere e proprie sino al 2016, quando ho deciso di partecipare alla ResegUp».

Esordio con il botto per un giovanissimo quindicenne, sconosciuto in mezzo a tanti campioni e capace di salire subito alla ribalta delle cronache con il suo 12° posto. «Sono sempre stato uno sportivo, poi ho visto che correre mi veniva bene e ho puntato su quello. L’anno dopo mi sono tesserato tre anni per l’Atletica Lecco Colombo Costruzioni perché il mio allenatore Sandro Marongiu era lì e ho fatto un po’ di tutto, dalla pista, alla campestre e in montagna. Mi manca la strada che uso solamente per allenarmi, ma non è detto che il prossimo anno possa provare una mezza maratona».

Nel 2020 il ritorno all’Osa Valmadrera, continuando a raccogliere risultati importanti in giro per l’Italia e specializzandosi nella corsa in altura. «Le gare che prediligo sono quelle in montagna con distanza tra i 25 e 35 km. Nei vertical faccio più fatica perché vengo fuori sul lungo».

Tante le gare che lo hanno visto protagonista. Quale quella che più è rimasta nel cuore? «Credo la Pizzo Stella Skymarathon dell’anno scorso. C’era un ambiente bellissimo, era una delle prime gare un po’ più lunghe ed ero arrivato quarto. Un’altra è sicuramente il Giir di Mont del 2016, sulla distanza media di 20 km, arrivando secondo dietro a una campione come Marco De Gasperi. Era un paio di mesi dopo l’esordio nella ResegUp ed è stato un vero e proprio trampolino di lancio. Indimenticabili poi i Trofei Dario&Willy e le ResegUp».

«Avversari veramente forti»

Un costante percorso di crescita che lo ha fatto diventare una delle stelle più luminose dello skyrunning lecchese, tanto da meritarsi un posto in azzurro e tra le ambizioni di Andrea c’è proprio quella di diventare un punto fermo della Nazionale italiana: «Speravo in questa convocazione perché nelle gare che erano state organizzate per selezionare gli atleti da portare mi sono sempre comportato bene e lo stesso si può dire per le altre su distanze più corte. La concorrenza non mancava e questo mi rende ancora più felice».

Europei da vivere al massimo: «Il percorso non è molto tecnico ma veloce - spiega Andrea -. La distanza è di 46 km con 2.500 metri di dislivello. È la prima volta che corro una gara così importante su un tracciato così lungo. L’obiettivo è quello di fare del mio meglio e magari puntare al podio come squadra più che individualmente perché gli avversari sono veramente forti».

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