Tunnel di Lecco, quanti  morti vale un autovelox?
Il drammatico incidente di mercoledì pomeriggio nel tunnel dell’attraversamento

Tunnel di Lecco, quanti

morti vale un autovelox?

Il casoDopo l’ennesimo drammatico incidente di mercoledì da più parti arriva la richiesta di controlli fissi. La Polstrada: «Scelta da valutare». Anas “risolve” il problema sistemando cartelli più grandi con il limite a 70

Dopo l’ennesimo incidente avvenuto nell’attraversamento di Lecco si torna a parlare della possibilità di posizionare un autovelox. A prendere in seria considerazione l’ipotesi è il comandante della Polizia Stradale di Lecco Mauro Livolsi, a cui fa da contraltare Anas, ente a cui è in capo la gestione della Statale 36, che frena evidenziando come abbia già provveduto a ingrandire i cartelli con i limiti di velocità in ingresso al tunnel.

Si corre troppo

Resta il fatto che l’eccesso di velocità è quasi sempre alla base dei continui incidenti che si verificano nell’attraversamento: «È – spiega Livolsi - un tratto di strada che si conferma pericoloso, dove la perdita di controllo è dietro l’angolo. Visto il ripetersi di incidenti stiamo riflettendo sulla possibilità di posizionare rilevatori di velocità fissi, è un’eventualità di cui dovrò parlare con Anas e Prefettura per valutarne la fattibilità tecnica». Nell’attraversamento il limite di velocità è di 70 chilometri orari, ma non viene rispettato praticamente da nessuno. A esso si aggiunge una conformazione tortuosa, con corsie di ingresso e uscita non adeguate alla grandissima mole di traffico che ogni giorno attraversa il tunnel. «Non è pericoloso - continua - se lo si affronta con una velocità opportuna, ma molti considerando la Statale 36 come un’autostrada andando decisamente oltre il consentito».

Come fare

L’unica possibilità di controllo della velocità nell’attraversamento di Lecco consiste nel posizionamento di un autovelox fisso: «In galleria non è possibile né posizionarsi con una pattuglia, né installare le colonnine come sul tratto di superstrada Lecco-Colico, perché sono dispositivi che devono essere attivati di volta in volta con il posizionamento da parte nostra dell’apparecchiatura di rilevamento. Effettuare questa operazione in un tunnel non garantirebbe la sicurezza dei nostri agenti. Resta quindi soltanto la possibilità di posizionare un autovelox fisso, un’eventualità che deve essere valutata, sia a livello di opportunità, sia di possibilità tecnica».

Anas frena

Un’ipotesi su cui però Anas frena: «Al momento - fa sapere - non sono in essere accordi con la Stradale e la Prefettura per estendere i controlli di velocità anche all’attraversamento. Ci sono già 4 postazioni nel tratto tra Lecco e Colico; non ci sono presupposti per fare richiesta di controlli velocità supplementari». L’ente gestore della Statale 36 difende anche le caratteristiche del tunnel: «L’incidentalità, secondo le nostre statistiche, non è da attribuirsi alla strada, ma all’eccesso di velocità. La segnaletica orizzontale è in buone condizioni e i limiti sono opportunamente segnalati. Anzi, abbiamo provveduto ad aumentate le dimensione dei cartelli in ingresso per segnalare ancor più chiaramente il limite di 70 chilometri orari». Eppure è evidente a tutti quanti percorrono giornalmente il tunnel come un intervento per ridurre la velocità delle auto in transito sia ormai indispensabile. «L’esperienza di questi anni – conclude il comandante Livolsi - ci insegna che sistemi come il tutor hanno ridotto gli incidenti, ma il numero di coloro che vengono sanzionati resta alto. Lavoriamo per sensibilizzare le persone sull’importanza di ridurre la velocità e sulla necessità di fare attenzione al volante, evitando il cellulare e altre distrazioni».


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