Mandello, si restaurano le moto

al museo della Guzzi

C’è chi per farsi qualche foto aveva rotto dei pezzi o addirittura chi se ne è portato qualcuno a casa

Mandello, si restaurano le moto al museo della Guzzi
Il museo della Moto Guzzi attira ogni anno circa 70mila visitatori

La Piaggio, proprietaria del marchio Moto Guzzi ha messo a disposizione i fondi per ristrutturare le moto esposte al museo, in un luogo visitato mediamente ogni anno da circa 70 mila visitatori appassionati e scolaresche.

Un vero e proprio maquillage per le oltre 150 motociclette che raccontano la storia della casa dell’aquila di Mandello. Un intervento che servirà anche per prepararsi ad un traguardo importante: il centenario che sarà festeggiato nel 2021. Un lavoro di risistemazione delle fantastiche moto che la Guzzi ha prodotto nel corso degli anni, compresi anche i prototipi che non hanno mai visto la luce o le linee di produzione.

A dire il vero, le moto esposte avevano bisogno di una vera messa a punto perché il tempo e la maleducazione di molti visitatori hanno provocato danni a volte anche irreparabili alle moto esposte. Alcuni mezzi, infatti, hanno fili di acceleratore, freni o frizioni rotti da chi, negli anni, non si è limitato a guardare o fotografare le moto ma ha provato a salire in sella, magari per farsi un selfie, o usato i comandi del freno o dell’acceleratore come se stesse partecipando ad un gran premio. Ma c’è di più. Come se non bastasse c’è stato anche si è spinto oltre. Pur di avere un ricordo di una delle moto in mostra sono stati sottratti tappi dei serbatoi, carburatori o dell’olio senza dimenticarsi dei cappellotti delle candele. Cimeli di scarso valore, ma che comunque provocano danni e problemi al museo.

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