Mandello, polemica sul raduno: «Si poteva fare»

Il mancato evento per il centesimo compleanno della Moto Guzzi divide ancora le istituzioni. Micheli (Provincia): «Serviva più coraggio e organizzarlo». Il sindaco Fasoli: «Dobbiamo rispettare le regole»

Mandello, polemica sul raduno: «Si poteva fare»
Uno dei momenti di festa negli scorsi raduni, fuori dall’azienda di Mandello

Le restrizioni sanitarie cancellano il motoraduno che avrebbe portato in paese 70mila persone in una settimana, dal 6 al 12 settembre, in buona parte nel lungo week-end tra venerdì e sabato. Tutti concordi nel dire che un motoraduno da folla come quelli da prima della pandemia sarebbe stato impensabile, ma qualcosa si poteva anche proporre, così come aveva proposto Mario De Marcellis, già presidente del “Moto club Gp” e collezionista Guzzi, pensando ad un raduno suddiviso in più eventi. La “Sagra delle sagre” in Valsassina, il fierone di San Rocco a Mandello e altre iniziative sul territorio hanno dimostrato che con Green pass, controllo e localizzando in uno spazio ben definito qualcosa di può organizzare.

«Il motoraduno poteva essere fatto, con una dimensione contenuta, si doveva avere più coraggio, perché 100 anni si compiono una volta sola e non sono 101, e sarebbe stata anche un’occasione per promuovere tra i giovani, e non solo, i vaccini e poi, perché, la Guzzi lo meritava. Meritava un segnale di ripartenza. Peccato, ci è mancato il coraggio, almeno un pizzico del coraggio che Giorgio Parodi e Carlo Guzzi hanno messo in pratica per donarci questa storia italiana che il mondo ci invidia», dice Mattia Micheli, consigliere provinciale delegato ai Lavori pubblici e capogruppo di maggioranza in Comune ad Abbadia.

L’articolo completo sull’edizione di giovedì 18 agosto de La Provincia di Lecco

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