Mandello: migranti in arrivo   l’appello dei parroci ai cittadini
I richiedenti asilo dovrebbero essere ospitati in via alle Villette

Mandello: migranti in arrivo

l’appello dei parroci ai cittadini

Mentre spirano venti di protesta sui dieci-dodici richiedenti asilo in via alle Villette, don Pietro Mitta e don Vittorio Bianchi di Abbadia invitano «la comunità civile a farsi prossimo»

Dieci, probabilmente dodici, profughi in arrivo in via alle Villette, in due appartamenti messi a disposizione da una cittadina. A gestire la loro accoglienza sarà la cooperativa Arcobaleno con sede in via Mascari a Lecco, collegata con la Caritas ambrosiana. Non è ancora stabilita la data del loro arrivo, ma dovrebbe essere entro Natale.

Nel frattempo domani sera, mercoledì, all’oratorio del Sacro Cuore, alle 20.45, ci sarà un incontro di approfondimento coi volontari che si occuperanno della gestione del tempo e delle attività di inserimento dei profughi, come quello legato ai corsi d’italiano. Un incontro destinato soprattutto ai gruppi di volontariato del vicariato, alla presenza di alcuni referenti della cooperativa Arcobaleno.

La notizia non è stata accolta molto positivamente da chi abita in via alle Villette, con una serie di polemiche che stanno infuocando i social.

Gira voce di una possibile protesta che verrà messa in campo in concomitanza con l’arrivo dei profughi. Al momento si tratta solo di una voce. Dopo le proteste sollevate a Oggiono, anche il solo sentito dire non va sottovalutato.

Don Pietro Mitta, parroco del Sacro Cuore a cui fa capo la zona di via alle Villette, in una nota stampa spiega come del progetto si era già parlato ad inizio anno, poi per vari motivi organizzativi era rimasto in attesa ed è «stato ripreso a fine settembre e poi ad ottobre con degli incontri unitamente ad alcuni rappresentanti di associazioni tra cui il Centro di ascolto Caritas e il gruppo missionario, che si sono incontrati con Renato Ferrario, presidente della cooperativa Arcobaleno e con Roberto Castagna, responsabile dei migranti all’interno della stessa onlus».

«Non meno importante – specifica don Pietro – è tuttavia il ruolo della comunità civile chiamata a farsi prossimo, a essere cioè vicina alle persone ospitate e ad aiutarle a vivere positivamente le relazioni sul territorio». Ed è di questo aspetto che si parlerà domani sera.

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