Lecco. Crisi Sittel: i dipendenti  senza stipendio da 5 mesi
Alcuni dipendenti della Sittel avevano dimostrato fuori dall’azienda il giugno scorso

Lecco. Crisi Sittel: i dipendenti

senza stipendio da 5 mesi

Momento complicato: la situazione a Colico si fa sempre più difficile per la trentina di lavoratori - I rilievi del sindacato

Non c’è pace per la trentina di lavoratori della Sittel di Colico. Nonostante le rassicurazioni della proprietà, infatti, le scadenze indicate continuano a essere superate senza frutto e, anzi, le mensilità arretrate aumentano.

Ora sono cinque gli stipendi (interi) che mancano, e per i dipendenti - che nonostante tutto continuano a tenere duro nella speranza che la situazione si possa risolvere - la condizione diventa sempre più drammatica: pagare mutuo e affitto, ma persino fare la spesa quotidiana e saldare le bollette sta diventando sempre più difficile.

È ormai da oltre un anno che la Sittel vive queste difficoltà di liquidità, che si riflettono non soltanto sull’erogazione dei salari ma anche sulla stessa operatività aziendale.

Già dall’anno scorso, quando le criticità si sono manifestate in modo sempre più pesante, i lavoratori si trovano alle prese con l’obbligo di provvedere a pagare di tasca propria il gasolio per i mezzi di lavoro, per poter raggiungere i cantieri sul territorio. Problemi accentuati dalla crescente carenza dei materiali.

L’azienda - che opera nel campo delle telecomunicazioni, effettuando cablaggi telefonici ed elettrici (in particolare il grosso del lavoro è attualmente costituito dalla fibra ottica) - «attualmente non ha versato nell’interezza oltre cinque mensilità, riducendo i salari oltre ad aver attuato differenti omissioni a livello contributivo (fondi complementari) e di contratto aziendale» spiega il segretario della Slc Cgil Lecco, Fabio Gerosa.

«Le circa trenta maestranze che operano nel Lecchese per spirito di appartenenza e attaccamento al lavoro si recano sui cantieri - puntualizza -, ma quotidianamente si trovano nell’impossibilità di espletare l’attività lavorativa in quanto mancano gli strumenti idonei per poter concludere il cablaggio della fibra, essenziale per completare il percorso intrapreso di Agenda Digitale nazionale. Ormai da diverse settimane non è possibile utilizzare molti mezzi di trasporto per assenza del carburante nei serbatoi; il forte indebitamento societario preclude la possibilità di ottenere anticipi anche rispetto a forniture di materiali».

Dunque, la situazione è estremamente complicata. «L’azienda è allo sbando totale, e in questo contesto la comunicazione di Tim, che negli scorsi mesi aveva manifestato la volontà di intervenire per porre fine a questa assurda e sofferta vertenza, ad oggi non ha portato ad alcuna definizione. Si sta vivendo un’agonia nel silenzio assordante di tutti i principali committenti: Tim, Open Fiber ed Enel. L’azienda continua a effettuare proclami, tra acconti mai saldati, piani di rientro rateali mai rispettati ed altre alchimie ambigue messe in campo, i lavoratori continuano a vivere nell’incertezza e nello sconforto più assoluto».

Anche perché ogni volta sperano che gli impegni assunti dall’azienda vengano rispettati. L’ultimo è di una ventina di giorni fa: «per la terza volta nell’ultimo semestre Sittel spa aveva prospettato una soluzione imminente entro il termine perentorio del 15 luglio; siamo ormai agosto è nulla si è concretizzato. Chiediamo a tutte le istituzioni ministeriali di intervenire tempestivamente per scongiurare ulteriori proroghe incertezze e mancate risposte o, peggio, si concretizzi un vero e proprio dramma sociale».


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