Lecco. Cariboni dà la spinta   al team Luna Rossa

Lecco. Cariboni dà la spinta

al team Luna Rossa

Fabbrica in Brianza, ma radici a Bellano, l’impresa produce sofisticati sistemi per le barche a vela: «La soddisfazione più grande? Risolvere un problema»

Patrizio Bertelli, l’artefice indiscusso del fenomeno velico chiamato Luna Rossa - la barca italiana tornata in lotta agli antipodi, in Nuova Zelanda, per la conquista dell’ambitissima Coppa America -, lo aveva detto chiaro: «Se il team di Luna Rossa Prada Pirelli è arrivato sino a contendere la Coppa ai neozelandesi è anche merito di alcune eccellenze italiane che hanno contribuito a rendere competitiva la nostra barca. Un esempio? La brianzola Cariboni».

Dietro quell’eccellenza c’è il bellanese Gianni Cariboni con la sua azienda di Ronco Briantino (Monza Brianza) ad un passo, questione di metri, da Verderio, Osnago e Merate.

Gianni, in poco più di 35 anni di attività (il primo capannone nell’85 era a Verderio con un tornio e altri piccoli attrezzi) è diventato il “guru” a livello mondiale dell’oleodinamica applicata alla vela (il mondo dell’idraulica fatto di pompe, valvole, cilindri ed altri marchingegni sofisticatissimi) e chiglie basculanti. Lui però è quello di sempre e svela subito il segreto del suo successo che lo ha reso famoso anche sul mercato anglosassone dove gli italiani godono di poca considerazione in campo nautico.

«Vuole proprio saperlo il mio segreto? La grande passione per la vela e per ciò che facciamo. La mia più grande soddisfazione è quando qualcuno viene da me con un problema e noi lo risolviamo».

L’anno appena lasciato alle spalle vedrà la Cariboni srl fatturare circa 5 milioni di euro, frutto di grande impegno e sacrificio avendo avuto a che fare anche con il Covid-19.

«La nostra - spiega Gianni Cariboni – è rimasta un’azienda a carattere familiare. Oggi lavoriamo su quattro capannoni con ventun dipendenti ed una decina di liberi professionisti esterni in giro per il mondo per i montaggi. Nell’87 quando arrivai a Ronco Briantino iniziai con un capannone poi piano piano siamo cresciuti. Anche grazie alla mia famiglia ovvero a mia moglie Mary, che è sempre stata in azienda, ai miei figli, Marco che segue la produzione e Paola al commerciale. Ma anche a tutto il team di dipendenti».

Luna Rossa ma non solo nel carnet di Cariboni. «Certo. Noi attualmente lavoriamo anche per gli altri team di Coppa America: americani, inglesi e neozelandesi. Ma non è una novità perché abbiamo già vinto, come fornitori, due Coppe con gli americani di Oracle e i kiwi di New Zealand. Oltre a cinque regate intorno al mondo e collaborato con Giovanni Soldini».

Diploma di perito meccanico all’Istituto Badoni di Lecco (di cui ne va fierissimo e dove ha pure insegnato) Gianni Cariboni inizia la sua avventura nel ’73 lasciando la Bellano.

«Sono nato a Bellano nel 1948 proprio di fronte al porto. Da ragazzino - racconta Giovanni Cariboni - facevo il barcaiolo per Nino Bonacina e suo fratello. Nei ritagli di tempo libero montammo un albero in legno su una barca a remi e cominciamo a regatare. Il mio futuro sarebbe poi stato segnato dalla vela e dagli alberi per queste barche. Quando nel ’73 andai a lavorare da Canclini (originario di Tremenico), a Lomagna, ricordo che da zero costruimmo oltre quattromila alberi in alluminio. Da lì poi aprii, nell’84, un ufficio ad Osnago dove su due tavoli da disegno acquistati dal fallimento della Forni Impianti d Lecco progettavo alberi e strutture per barche. Era l’inizio di una attività che oggi mi sta dando tante soddisfazioni».


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