Già scarcerato  l’investitore di Martinalli
I soccorsi sul luogo dell’investimento, in via Trivio a Colico domenica mattina alle 4

Già scarcerato
l’investitore di Martinalli

Cosio Valtellino Il giudice di Lecco che ha interrogato ieri Manuel Balbiani gli ha concesso gli arresti domiciliari

Scarcerato il giovane che ha investito e ucciso Alessandro Martinalli. Per Gabriel Balbiani, elettricista di 22 anni di Bellano, alla guida dell’Audi A4 che nella notte fra sabato e domenica ha travolto il 57enne di Cosio Valtellino senza fermarsi a prestagli soccorso, sono stati disposti gli arresti domiciliari.

Il collegamento

Ieri mattina, dal carcere di Pescarenico in cui si trova da domenica, si è collegato con il tribunale di Lecco per l’udienza di convalida dell’arresto. A lui è contestato l’omicidio stradale colposo, aggravato da una presunta guida in stato di ebbrezza (ma si attendono ancora gli esiti degli esami sul tasso alcolemico) e dalla fuga.

L’avvocato difensore Fabrizio Consoloni oltre ai domiciliari aveva chiesto la possibilità che potesse essere autorizzato ad andare a lavorare nella ditta di Colico di cui è dipendente. Il giudice Salvatore Catalano ha acconsentito ad attenuare la misura cautelare, mentre non ha ancora dato risposta sulla possibilità di lavoro. Così nella giornata di ieri Balbiani, incensurato, è quindi tornato a casa.

Sulla dinamica dell’incidente, avvenuto alle 4 di notte, nei pressi del parcheggio della discoteca Continental di Colico, proseguono le indagini.

I consulenti della difesa nella tarda serata di martedì si sono recati in via al Trivio, nella zona dei parcheggi esterni della discoteca in cui Martinalli aveva passato la serata in una festa dei coscritti, per rendersi conto delle condizioni del luogo della tragedia. La tesi difensiva è che l’investimento sia avvenuto in un tratto di strada buio, senza lampioni, fuori dal centro abitato, con la vittima vestita completamente di nero (giubbotto, maglia e scarpe), oltre a un paio di jeans.

«Sicuramente - spiega Consoloni - questo caso controverso rendeva la misura della custodia cautelare in carcere eccessiva. Riteniamo più che dovuto approfondire la reale dinamica dei fatti: a nostro parere esistono elementi per dire che la vittima era o inginocchiata al centro della corsia di marcia o l’ha improvvisamente invasa senza possibilità che il conducente potesse accorgersene». A riferire che Martinalli, titolare del Crown’s Pub di Rogolo, potesse essere chinato in mezzo a strada sarebbe stato lo stesso Balbiani.

La tesi difensiva

La tesi difensiva è quindi quella che non fosse possibile accorgersi della presenza della vittima prima di essere arrivati a una distanza di pochi metri. A quel punto il guidatore avrebbe frenato e provato a sterzare a destra, senza poter però evitare l’impatto. Ricostruzione che sarebbe suffragata dal fatto che l’urto è avvenuto all’altezza dello spigolo sinistro (lato guidatore) del muso dell’auto e dai segni di frenata presenti sull’asfalto. Sarà compito dei consulenti di entrambi le parti confermare o meno questa ricostruzione. Elementi che serviranno, in sede processuale, a determinare un eventuale concorso di colpa.

Allo stato attuale la Procura non ha chiesto di effettuare l’autopsia; la difesa sta valutando. La salma resta comunque a disposizione dell’autorità giudiziaria.


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