Esce di strada in moto, morto a 65 anni

Montagna L’incidente venerdì sera a Busteggia. La vittima è il sondriese Andrea Dioli, è finito contro il guardrail

Esce di strada in moto, morto a 65 anni
La moto di Andrea Dioli finita nel fossato
(Foto di foto Gianatti)

Verranno celebrati domani, alle 15.30, nella chiesa di San Rocco, a Sondrio, i funerali di Andrea Dioli, 65 anni, del posto, morto in un incidente stradale verificatosi alle 20.30 di venerdì in via Busteggia, a Montagna in Valtellina.

Una tragedia

Per cause al vaglio dei Carabinieri del posto intervenuti per i rilievi di rito, il motociclista, da sempre appassionato della due ruote, ha perso il controllo del mezzo mentre proveniva da Piateda e viaggiava in direzione Sondrio, poco distante dall’incrocio per Faedo.

Cosa sia successo, per farlo rovinare così pesantemente a terra, non è ancora stato chiarito con esattezza.

Certamente si trattava di un motociclista molto esperto, che con la moto era un tutt’uno, perché in città non lo si era quasi mai visto in giro senza ed era solito anche fare dei viaggi di una certa importanza, insieme alla moglie Mirella.

Però, il destino ha voluto che, venerdì sera, vuoi un errore compiuto lungo il tragitto, vuoi un malore o un colpo di calore, lo abbiano tradito.

Andrea Dioli, purtroppo, ha urtato contro il guard rail ed è piombato nel vicino fossato morendo all’istante. Nulla hanno potuto, i soccorritori, prontamente giunti sul posto, rispettivamente, l’automedica dall’ospedale di Sondrio, e l’autoambulanza di Valtellina Soccorso. Nessuna manovra rianimatoria avrebbe potuto riportarlo in vita. Al medico, non è rimasto che constatare il decesso ed avvisare il magistrato di turno affinché venissero avviate le pratiche relative.

Nel frattempo, i Carabinieri della compagnia di Sondrio, guidati dal maggiore Nicola Saverio Leon\he provveduto ad avvisare, dell’accaduto, i famigliari stretti di Dioli, la moglie Mirella e la figlia Eleonora, che, mai, certamente, si sarebbero attesi un simile epilogo.

Sono seguite ore tristi, in attesa del nulla osta alla sepoltura del loro caro, giunto, dalla magistratura sondriese nel pomeriggio di ieri ad ispezione cadaverica conclusa.

Pressoché intatta, va detto, la salma, in quanto l’urto, disgraziatamente letale, non l’ha rovinata, tant’è che Andrea Dioli, nel tardo pomeriggio di ieri è stato ricomposto nella sala del commiato di via Gianoli 5, delle onoranze funebri Sof, di Sondrio, e può essere visitata negli orari di apertura.

Lavorava al Creval

Nonostante la famiglia Dioli viva, oggi, in via Don Guanella, i funerali verranno celebrati in San Rocco perché Andrea è cresciuto in questo quartiere di Sondrio, in via Brennero. I suoi genitori e la sorella sono morti in precedenza, ma il legame col quartiere è ancora forte.

Qui Andrea Dioli è ricordato come una persona molto educata ed altrettanto riservata. Una persona tranquilla, che non arrecava disturbo a nessuno, dedita al lavoro, condotto, fino alla pensione, nella sede Creval di piazza Garibaldi, alla propria famiglia e al suo hobby per antonomasia, la motocicletta.

Venerdì sera, quando è mancato, era a bordo di una Honda 1100.

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