Dervio, disastro evitato  Ma il Varrone fa ancora paura
Qui la furia del torrente mentre passava tra le case. Sotto, la foce del Varrone coloro marrone a causa dei detriti trasportati Sotto, a destra, il ponte della ferrovia

Dervio, disastro evitato

Ma il Varrone fa ancora paura

Cassinelli: «I lavori alla foce sono serviti»

«Dalla Regione 800mila euro per altri interventi»

«Per fortuna avevamo già fatto dei lavori alla foce, allargandola, sistemando gli argini e dragando tutto il tratto urbano del fiume e questo ha permesso di abbassare il livello e contenere la piena».

Il giorno dopo la grande paura, con il rischio di una nuova esondazione del torrente del Varrone, dopo quella con conseguenze alluvionali del 12 giugno 2019, il sindaco di Dervio Stefano Cassinelli fa il punto su quanto successo e su quanto si potrà fare per evitare che situazioni di questo genere si ripetano a ogni ondata di maltempo.

«Di sabbia e ghiaia - continua Cassinelli - ne è stata portata a valle moltissima, e quindi la foce andrà nuovamente dragata. Bisognerà mettere in campo un progetto continuativo per mantenerla libera, ma rispetto a due anni fa la situazione è molto migliorata grazie agli interventi effettuati».

L’allarme era scattato alle 19.45 di mercoledì sera, quando il deflusso dalla diga di Pagnona, nella parte alta del Varrone, aveva raggiunto i 50 metri cubi al secondo: «Questa volta la diga, che pure continua a presentare delle criticità, non c’entra - assicura Cassinelli - Due anni fa aveva influito sull’esondazione, questa volta ci ha permesso di monitorare il passaggio della piena. Quando abbiamo diramato l’allerta abbiamo chiesto ai cittadini di spostare le auto dai box per evitare il ripetersi di quanto accaduto nel 2019 e di rimanere in casa. Purtroppo in diversi sono usciti di casa per vedere con i propri occhi quanto stava accadendo e anche per filmare o farsi un selfie con la piena. Il Varrone è esondato pochissimo in prossimità della foce».

Argini, pulizia della foce e blocco dei tronchi portati a valle dalla corrente restano la priorità: «C’è un piano di protezione civile – conclude Cassinelli - che dobbiamo attuare. Ora abbiamo un intervento da fare a monte, finanziato con 800mila euro della Regione, per mettere delle briglie all’altezza del ponti della superstrada».

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