Bellano, addio alla pineta  «Quegli alberi erano ammalati»
Una landa desolata: San Grato dopo l’abbattimento dei pini

Bellano, addio alla pineta

«Quegli alberi erano ammalati»

Il sindaco Antonio Rusconi risponde alle polemiche

dopo il taglio delle piante in località San Grato

Il taglio della pineta in località San Grato di Vendrogno ha sollevato un coro di polemiche ed ha scatenato una ridda di ipotesi che hanno cavalcato i social.

C’è stato chi ha ipotizzato che gli alberi dessero fastidio alla tecnologia 5G, chi ha imputato il disboscamento alla necessità di fare spazio a un nuovo parcheggio, chi ha teorizzato la mancanza di rispetto per la natura e la storia del luogo, parlando apertamente di scempio; qualcuno ha anche tentato di opporsi al taglio, ma senza successo, mentre molti hanno rimpianto la bellezza della pineta, ricordando di essere cresciuti camminando in essa.

Accantonando tutte le ipotesi, risponde il sindaco di Bellano Antonio Rusconi: «C’è una delibera del mese di febbraio che dispone il taglio e, tra l’altro, è una situazione ereditata dall’ex comune di Vendrogno. Ci sono le relazioni di due agronomi, quello della Comunità montane e quello del Consorzio forestale».

«Gli alberi – continua– erano attaccati poco con le radici sulla roccia ed in mezzo molti erano già appoggiati l’uno all’altro. C’era poi il tarlo che se non fosse stato eliminato, avrebbe attaccato anche le pinete sopra e sotto».

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