Vismara, il futuro è incerto  Ora l’incontro al ministero
Enzo Mesagna, Cisl Lecco

Vismara, il futuro è incerto

Ora l’incontro al ministero

Mercoledì la discussione sul piano economico che dovrebbe permettere la continuità aziendale

Volumi di lavoro ancora a rilento, difficoltà nei flussi di cassa, utilizzo robusto degli ammortizzatori sociali e una pesante incertezza sul futuro dell’azienda.

I circa 200 lavoratori rimasti in organico alla Vismara di Casatenovo, storico brand alimentare oggi appartenente al gruppo Ferrarini, attendono di sapere quale futuro li aspetta dopo che nello scorso mese di luglio sono state aperte due procedure concorsuali, una per Ferrarini e una per Vismara, presso il tribunale di Reggio Emilia. Mercoledì, dopo un primo appuntamento saltato a fine settembre, proprietà e parti sociali sono convocati al Ministero per lo sviluppo economico per iniziare a discutere del piano economico che dovrebbe permettere la continuità aziendale della Vismara.

«Speriamo – spiega Enzo Mesagna della Cisl – che al tavolo con il Ministero venga fatta chiarezza in merito alle prospettive: sia dal punto di vista del lavoro, sia sull’utilizzo della cassa integrazione, sia soprattutto su quali sono le intenzioni della proprietà e sull’esistenza di eventuali acquirenti». Per i dipendenti di Vismara ci sono quasi tre stipendi di arretrato congelati dalla procedura concorsuale: «Da agosto – aggiunge Mesagna – la retribuzione è regolare, il problema è che Vismara sta lavorando a scartamento ridotto. Si sta usando ancora in modo abbastanza importante la cassa integrazione straordinaria che avevamo aperto nel mese di agosto, magari differenziata per riparto, ma ancora con un buon numero di lavoratori coinvolti. Si sta facendo un po’ fatica a recuperare quei volumi di lavoro necessari per fare in modo che la situazione in Vismara possa essere tranquilla. Al momento c’è meno lavoro, ci sono difficoltà di flussi di cassa e quindi nel reperire le materie prime per far fronte agli ordinativi. Settembre rispetto ad agosto è andato meglio, ma il miglioramento è ancora lento. L’idea era quella che con il passare del tempo l’azienda potesse mettere in moto un circolo virtuoso, anche di cassa, che le consentisse di lavorare, rispondere agli ordini ed essere maggiormente appetibile». Mentre si attende il nuovo piano industriale che dovrebbe stabilire le prospettive di rilancio o comunque di continuità aziendale, non sono stati rinnovati la ventina di contratti a tempo determinato con scadenza ad agosto e altri lavoratori hanno lasciato l’azienda di Casatenovo in favore di occupazioni più stabili.


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