Recupero dei seminterrati  «Una spinta alla crescita»
Dal recupero dei seminterrati un’opportunità di rilancio per il settore delle costruzioni

Recupero dei seminterrati

«Una spinta alla crescita»

La legge regionale consente di realizzare alloggi, negozi e uffici

Favorevoli i commenti degli operatori: «Un impulso al settore dell’edilizia»

Nei seminterrati delle abitazioni potranno essere realizzati appartamenti, negozi e uffici: lo ha stabilito il consiglio regionale, che ha approvato la nuova normativa ad hoc; e gli operatori esprimono il favore nei confronti della misura appena introdotta, in attesa di conoscerne meglio contenuti ed effetti.

A illustrare spirito e contenuti del provvedimento è il consigliere regionale di Lombardia Popolare, Mauro Piazza, che parla di una legge «con cui raggiungiamo un duplice obiettivo: da una parte sostenere le famiglie e le imprese permettendo il recupero dei seminterrati, oggi usati solo come scantinati e locali accessori; dall’altra dare un significativo impulso al settore edilizio e professionale lombardo, duramente colpito dall’attuale crisi economica. Il tutto confermando attenzione all’utilizzo corretto del suolo e al contenimento dei consumi energetici».

Il provvedimento fa il paio con la norma che ha interessato invece il recupero dei sottotetti, riscontrando apprezzamento tra i cittadini e gli operatori. «Per noi è prioritario introdurre sempre maggiore flessibilità nell’utilizzo degli immobili che devono saper rispondere al mutare delle esigenze e dei bisogni di chi li vive, pensiamo alla nascita di un figlio o alla necessità di ospitare un parente».

Nello specifico, la legge facilita la ristrutturazione di ciò che già esiste ma che non viene sfruttato, consentendo di recuperare i seminterrati per un uso abitativo, commerciale o terziario. Uno dei parametri a cui il nuovo provvedimento permette di derogare è l’altezza dei locali da recuperare, che comunque non potrà essere inferiore a 2,40 metri. Inoltre ogni intervento dovrà essere effettuato nel pieno rispetto di tutte le prescrizioni igienico-sanitarie e su immobili in zone in piena sicurezza idrogeologica; sarà infine possibile solo in immobili esistenti da almeno 5 anni alla data di entrata in vigore della legge e laddove siano posti in edifici già serviti da tutte le urbanizzazioni primarie.

Sul tema aspetta ad esprimersi il presidente degli edili lecchesi Sergio Piazza, che per il momento vede muoversi solo le aspettative, mentre il concreto è convinto che si farà ancora attendere. «Di segnali di ripresa per il settore non se ne sono ancora manifestati – afferma il presidente dell’Ance -: siamo a livello di aspettative, che sicuramente sono positive, ma che non hanno ancora iniziato a corrispondere a fatti veri e propri. In questo momento, nessuno ha il coraggio di partire con iniziative imprenditoriali senza le necessarie conferme, quindi la tendenza con cambierà a brevissimo termine».

A livello di opere pubbliche, aggiunge, qualcosa si è registrato sul finire dell’anno, ma «non certo ai livelli di qualche anno fa. E il mercato privato stenta a intercettare la ripresa vera e propria. In ogni caso, bisogna essere ottimisti: se i segnali si confermeranno, ne vedremo i frutti nel secondo semestre. Il primo, invece, sarà sicuramente ancora duro per l’edilizia».


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