Lecco. L’Api e l’industria  «Territorio forte contro il declino»

Lecco. L’Api e l’industria

«Territorio forte contro il declino»

L’assemblea: una ricerca sul futuro dell’economia, Sabadini: «Dalla manifattura la nostra ricchezza»

Lecco, un futuro da costruire nell’industria. Potrebbe apparire un paradosso perché Lecco oggi è manifattura. Lecco è industria: il 41% dei lavoratori è occupato nella manifattura che riunisce più di ottomila imprese (il Lecchese è tra le province italiane con l’incidenza manifatturiera più alta). Ma per mantenere e, se possibile rafforzare le posizioni sul mercato globale la produzione industriale deve saper cambiare, e operare in un contesto competitivo che sia da stimolo al cambiamento e agevoli la produzione. Servono info e infrastrutture, centri di formazione tecnica e accademica che dialoghino con le imprese, laboratori a supporto dello sviluppo tecnologico. Oggi e ancor di più in futuro la crescita di un territorio sarà basata sulla qualità delle risorse umane: bisogna formare, trattenere ed attrarre i talenti.

Su alcuni di questi assi di sviluppo Lecco è ben posizionato, su altri meno. Sono i temi esaminati dal libro bianco che l’Api di Lecco ha presentato nell’assemblea tenuta in Camera di commercio. Lo studio è stato coordinato da Luciano Fasano ed è stato realizzato in una sorta di ping pong dialettico con imprenditori, sindacalisti, amministratori, docenti universitari. Luigi Sabadini, presidente di Api Lecco, ha così presentato il tema delle assise (“Per un domani chiamato industria”) e i motivi che hanno indotto l’associazione a promuovere una ricerca sull’economia lecchese: «Continuiamo ad essere convinti - ha sottolineato Sabadini - che l’industria è il principale settore capace di generare valore aggiunto, creare e distribuire benessere economico e sociale per il territorio».


© RIPRODUZIONE RISERVATA