Lecco, chiude l’Azzeccagarbugli  Piazza XX Settembre più povera

Lecco, chiude l’Azzeccagarbugli

Piazza XX Settembre più povera

Nel salotto cittadino: lo storico ristorante ha annunciato la decisione

Il titolare Filippo Colombo preferisce non spiegare le cause della serrata

La notizia ha colto alla sprovvista l’intera città: il ristorante “Azzeccagarbugli” chiude i battenti. È una perdita grave, per il territorio, quella che si va concretizzando proprio in questo periodo estivo. La storica osteria, ubicata nel cosiddetto salotto buono cittadino, è infatti giunta alla fine della sua lunga corsa, lasciando “orfani” tutti i clienti fissi, per i quali la tappa ai tavolini di piazza XX Settembre era un appuntamento fisso (tante le persone che si fermavano qui in pausa pranzo), ma anche i turisti che approfittavano della loro presenza lecchese per fare “visita” ai locali in centro.

Il titolare, Filippo Colombo, declina gentilmente l’invito a commentare la notizia e a spiegare le cause che lo hanno portato a decidere per la serrata. Questo sviluppo è infatti estremamente recente e lui stesso, spiega, lo sta ancora metabolizzando.

C’è una cosa, però, che tiene a precisare. «Una cosa la voglio dire: non è che chiudiamo perché il nostro locale non va bene. Anzi, siamo forse quello che va meglio di tutti, in città».

Le cause, dunque, sono altre e vanno probabilmente ricercate in un mancato accordo con la proprietà delle mura riguardo il canone di locazione che il ristoratore è chiamato a corrispondere. Ci sarebbe infatti la volontà di procedere con la vendita dell’immobile, scelta legittima dei proprietari che però avrebbe spiazzato i gestori dell’”Azzeccagarbugli”, che avrebbero quindi deciso di chiudere l’attività.

Una doccia fredda, quindi, per Colombo stesso prima che per la città, che va dunque a perdere uno dei locali più apprezzati e frequentati in una delle zone più di richiamo del territorio. Il periodo, per commercio e pubblici esercizi, continua dunque ad essere complicato, con una moria di attività che sta portando molte saracinesche ad abbassarsi definitivamente.

Se le vie più centrali (in particolare via Cavour e via Roma, via Cattaneo e via Cairoli) tengono bene, infatti, le traverse e le strade e un po’ più laterali faticano a stare al passo, con molte vetrine chiuse. Basti pensare a via Mascari, che da sola conta ben sette negozi sfitti.


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