Il patto Pd-5 Stelle  Brivio: «Matrimonio  destinato a fallire»
Matteo Salvini durante il dibattito al Senato

Il patto Pd-5 Stelle

Brivio: «Matrimonio

destinato a fallire»

Politica Il sindaco Pd di Lecco scettico sulle possibilità di successo di un governo di legislatura. Fragomeli: «O tutti d’accordo o si torna a votare»

Un asse inedito e fino a qualche settimana fa impensabile tra M5s e Pd per arrivare all’approvazione della Legge di Bilancio e provare anche ad andare oltre questa (fondamentale) scadenza, valutando la possibilità di darsi un orizzonte più ampio. Anche di questo si sta discutendo in questi giorni in relazione all’ingarbugliata situazione politica nazionale, che dopo lo strappo deciso dal leader leghista Matteo Salvini ha aperto la strada a una grande molteplicità di scenari.

Anche in seno al Pd lecchese ci sono punti di vista diversi. C’è chi è scettico rispetto alla possibilità di un avvicinamento di questo genere, ma anche chi è pronto a prendersi questa “responsabilità”.

«Solo uno scopo tattico»

«Mi pare che le possibilità di successo per questo “matrimonio” sarebbero le stesse che aveva quello appena fallito – commenta il sindaco Virginio Brivio - È un’intesa che avrebbe solo un’esigenza di tipo tattico, di breve periodo. Ci sono molte misure messe in atto dai 5stelle con la Lega che noi non abbiamo condiviso. Anche decreti, come il Sicurezza bis, su cui mi sarei aspettato un sussulto maggiore dei pentastellati. Per cui resto perplesso. Anche perché rischiamo che il Pd, così facendo, tolga le castagne dal fuoco a un Carroccio che quando è stato chiamato a mostrare maturità nell’interesse del Paese, con la necessità di approvare la Finanziaria, si è tirato fuori dai giochi dimostrando capacità comunicativa ma poca serietà politica. L’assunzione di responsabilità dovrebbe essere corale e non di brevissimo periodo, per non mandare il Paese in fibrillazione».

«Salvini è un irresponsabile – attacca il deputato dem Gian Mario Fragomeli - È abituato a promettere senza sapere come fare a mantenere, per questo scappa adesso, con alle porte una Legge di Bilancio che si preannuncia difficile. Siamo alle prese con un soggetto inaffidabile, che pensa solo alle elezioni. Noi siamo gli unici responsabili che sono pronti a farsi carico del problema, perché alla Finanziaria è connesso l’aumento dell’Iva. E’ una responsabilità complicata, quando subentri nei disastri causati da altri. Comunque, non esiste che una parte del Pd sia d’accordo, riguardo l’asse col M5s, e una no: o si è tutti convinti o si va a votare. Non so se oggi ce ne siano le condizioni, specialmente per quanto riguarda una prospettiva di lunga durata. Anche perché le divergenze sono molte. Ma bisogna ragionare per priorità, e la principale è la Finanziaria».

I Cinque Stelle

Massimo Riva, principale esponente lecchese del M5S preferisce aspettare l’intervento del premier Conte la prossima settimana. Il consigliere regionale Raffaele Erba, invece, ribadisce alcuni punti.

«Il contratto di governo stipulato tra Lega e Movimento 5 Stelle era il nostro impegno nei confronti degli italiani. Abbiamo sempre lavorato assiduamente per realizzare ogni singolo punto nell’interesse dei concittadini. Oggi chi si chiama fuori disattende pesantemente la parola data e tradisce il patto con gli elettori. Con un gesto sconsiderato e irragionevole si brucia tutto il lavoro svolto e si rischia di far pagare il conto alla popolazione. L’aumento dell’Iva sarà un inevitabile bagno di sangue. Sugli scenari futuri è difficile fare previsioni. Si parla di governo tecnico per mettere i bilanci in sicurezza e di molte altre possibilità. Troppo presto per fare ogni ipotesi. Tutto dipende da cosa dirà Mattarella nei prossimi giorni. Sicuramente servono azioni di responsabilità, qualità che è mancata al leader del Carroccio».


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