Delibera ex Deutsche Bank  Comune pronto alla revoca
Virginio Brivio

Delibera ex Deutsche Bank

Comune pronto alla revoca

Si punta a chiudere un discorso di variante urbanistica che al momento nessuno pare pronto a sfruttare

L’ex Deutsche Bank rimane una scatola di sogni senza progetti reali.

E allora il Comune sarebbe pronto a revocare la delibera di gennaio 2017, e ad azzerare un tavolo a cui ormai nessuno si sta sedendo da mesi. Questa è l’intenzione che trapela dalla Giunta guidata da Virginio Brivio: chiudere un discorso di variante urbanistica che al momento nessuno pare pronto a poter sfruttare. Del resto, era stata ampia l’apertura di credito del Comune nei confronti della società proprietà dello stabile, la Lariana Iniziative Immobiliari Spa (presieduta in passato da Giacomo Fumeo e ora dal commercialista comasco Alberto Giobbi). Recepita la volontà di considerare la storica e prestigiosa ex sede della Banca Popolare di Lecco come la cornice adatta a rivitalizzare un’operazione commerciale di alto livello, il Comune aveva subito dato avvio all’iter di approfondimento della proposta di variante al Pgt.

La riqualificazione urbana dell’intera area prevedeva “l’inserimento di una pluralità di funzioni e destinazioni d’uso, tra cui l’aumento dell’offerta commerciale con esercizi di vicinato e di ristorazione, una media struttura commerciale non alimentare, spazi di artigianato e servizi alla persona e, vista anche la vicinanza al Tribunale, una parte adibita a uffici”.

Un concentrato di belle intenzioni, insomma, che si era tuttavia scontrato nei mesi successivi, con l’improvvisa frenata delle trattative tra la proprietà e il partner privato, una società di grande distribuzione del varesotto. A quel punto, nemmeno la proprietà aveva più avuto ulteriori elementi da sottoporre al vaglio del Comune e, come si suol dire, le comunicazioni si erano drammaticamente interrotte. Ecco perché Virginio Brivio e Gaia Bolognini (che segue l’iter da assessore alla partita) sarebbero intenzionati a revocare la delibera varata ormai 15 mesi fa. Se davvero l’intenzione della proprietà è di cambiare parzialmente rotta e riprendere in mano l’ipotesi legata alla ricettività e al settore alberghiero di alto profilo, servirà comunque un iter amministrativo di segno diverso. Inutile lasciare sul tavolo uno strumento burocratico ormai accantonato dai troppi mesi di brusca decelerazione delle trattative e del progetto legato alla destinazione prevalentemente commerciale. I lecchesi, intanto, incrociano le dita. Piazza Garibaldi inizia a riempirsi di toppe, urbanisticamente parlando.


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