Altro vandalismo sui monti Divelte le croci sul Magnodeno
Da sinistra Roberto Roncaletti, Cristiano Vassena, Gianluca Paganoni, Michele Dell’Oro e Marco Stucchi

Altro vandalismo sui monti
Divelte le croci sul Magnodeno

Quarto episodioGli amici dell’associazione le hanno già ripristinate
Due sono state gettate nel bosco, la più vecchia è stata rovinata

Quattro episodi in un anno e mezzo. Dalla croce divelta e la Madonnina decapitata sulla Grignetta, alla Madonnina decapitata della Ferrata Gamma 1 sul Resegone, passando per la madonnina spaccata sul Sasso della Vecchia del Monte Barro.

E, sabato scorso, un altro attacco ai simboli sacri cattolici: due croci su tre divelte e gettate in un bosco sul monte Magnodeno, in località omonima (Passo tre croci). La più vecchia, lasciata sul posto ma rovinata. Per fortuna chi ama la montagna e questi simboli a Lecco non manca di ripristinare tutto a tempo di record come avvenuto già ieri sopra Maggianico.

Subito rimesse al loro posto

Roberto Bertuletti è l’amministratore della Pagina Facebook che ha prima lanciato l’allarme e poi mobilitato gli amici per il ripristino delle tre pesanti croci di legno:«Gli amici Gianluca Paganoni, Cristiano Vassena, Gloria Milani e altri che fanno parte anch’essi del gruppo di maggianichesi che si adoperano per la cura del Monte Magnodeno, hanno rimesso le cose a posto. Loro sono degli appassionati che seguono attivamente il discorso sentieri, per la tracciatura, per la loro pulizia. Ci sarà l’assalto al Magnodeno e i volontari si stanno operando per illuminare la croce del Magnodeno e renderla visibile come tutte le altre croci della zona. Proprio per questo si sono accorti di quanto accaduto al “Passo tre croci”».

Bertuletti racconta: «I miei amici sabato stavano salendo al Magnodeno per portare dei materiali e hanno scoperto che qualcuno aveva divelto due delle tre croci che erano state sistemate al “Passo tre croci”, a mille metri di altezza sopra Maggianico. Tre croci, due delle quali sono state posizionate un mese fa, non di più. Sono croci di legno sistemate su una base di metallo e messe a terra, fissate con i bulloni saldamente al terreno. Sono pesanti, eppure le hanno buttate nel bosco e quella storica che risale probabilmente alla metà dello scorso secolo è stata rovinata».

Difficile trovare chi è stato

Per fortuna i volontari le hanno già risistemate: «Le abbiamo già riposizionate tralasciando il lavoro che era in programma per l’illuminazione. Come gruppo è stato chiesto a chi passa di dare indicazioni e di controllare perché non si ripeta una cosa del genere. Una denuncia? Non sappiamo ancora se la faremo, ma l’intenzione c’è. Sarà molto difficile trovare chi è stato a fare una cosa del genere. Nessuno ha mai avuto problemi, neanche in vetta, al bivacco dove c’è l’altare con crocifisso e immagine dell’alpino. Non penso sia stata una persona sola, anche perché le croci erano pesanti. E se fossero stati dei ragazzini avrebbero dovuto essere davvero in tanti. Tirarle e buttarle giù in quel modo. La nostra squadra che le ha rimesse su era di cinque persone adulte e forzute».


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