Allarme droga: siringhe al cimitero   Nuove telecamere contro lo spaccio
La zona del cimitero di Tabiago è tra le preferite per lo spaccio

Allarme droga: siringhe al cimitero

Nuove telecamere contro lo spaccio

Nibionno: il vicesindaco Bisanti Panzuti: «I pusher sono presenti in più zone del paese»

Siringhe usate al cimitero: il Comune di Nibionno dichiara guerra allo spaccio di droga e scende in campo con l’occhio elettronico.

Da anni il centro della Brianza lecchese deve fare i conti con la microcriminalità, a causa anche di una conformazione del territorio tagliato in quattro da due arterie stradali ad alta percorrenza come la Superstrada 36 Milano-Lecco e la Provinciale 342 Como-Bergamo. Un grosso vantaggio per i delinquenti che possono contare su numerose vie di fuga.

Fino a pochi anni fa il problema principale era legato alla prostituzione, diffusa soprattutto lungo la 342 in zona Gaggio. Ciò portò il Comune a emettere un’ordinanza per multare i clienti delle lucciole. Una soluzione che non ha del tutto fatto sparire il fenomeno, che più che altro si è spostato nei Comuni limitrofi del Comasco.

Ma la vera piaga attuale è lo spaccio di droga, che colpisce a macchia di leopardo numerose zone di Nibionno. «Siamo letteralmente invasi da spacciatori e clienti, sia di giorno che di notte - spiega il vice sindaco Giovanni Bisanti Panzuti - Le zone più battute dai pusher? Mezzo paese: i cimiteri di Tabiago e Cibrone, la Super e le ciclabili in frazione Mongodio, i boschi nei pressi del torrente Bevera, la località Cà Rossa al confine con Cassago e il boschetto nei pressi della palestra di Tabiago. Ci vorrebbe l’esercito per controllare tutto. Se la prostituzione era un problema circoscritto a una sola zona, la droga si trova dappertutto. Io personalmente ho raccolto quattro siringhe al camposanto di Cibrone nei giorni scorsi e non è la prima volta».

Il Comune tiene alta l’attenzione. «Collaboriamo molto bene con i Carabinieri e la nostra Polizia Locale, ma non è facile, perché gli spacciatori si spostano di continuo - rilancia -. Certo che se vengono presi e poi vengono subito messi a piede libero, allora siamo punto a capo. Oltretutto questi delinquenti possono contare su una manovalanza così ampia, che non hanno problemi a coprire comunque il territorio».

Ad oggi il Comune ha attive 20 telecamere. «Si tratta di un sistema di videosorveglianza ormai obsoleto, perché venne posizionato più di vent’anni fa - sottolinea - A breve appalteremo un bando per il posizionamento di 55 nuove telecamere di ultima generazione, che andranno a sostituire le vecchie. Speriamo di avere il nuovo sistema di videosorveglianza attivo già per la fine del 2019. Il costo totale di quest’opera sarà di 70mila euro».


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