Buon Giro di Lombardia
Stamani la partenza

È una festa per i ciclisti, per gli appassionati, per lo sport cittadino e anche per la cultura

Buon Giro di Lombardia Stamani la partenza
Como macchine ammiraglie delle squadre del Giro di Lombardia parcheggiate in piazza Verdi
(Foto di Andrea Butti)

Buongiorno Giro di Lombardia. Buongiro a tutti. Rieccoci qui, aggrappati alle sottane di questa corsa, come il bambino con la mamma. Non la lasciamo andare via, anche se stavolta non è una cena di gala, ma una merenda. Anzi, una colazione, o un aperitivo.C’è la partenza e non l’arrivo. Ma fa niente. È una festa per i ciclisti, per gli appassionati, per lo sport cittadino e anche per la cultura. La scia di profumo culturale che lascia dietro di sè una competizione del genere, una specialità del genere, è unica

Storia di campioni, fatica, sacrifici, imprese eroiche. Saremo anche nel 2021, i giovani si appassioneranno più alla finzione della playstation che non alla realtà, ma imprese come quelle di Sonny Colbrelli e dei suoi colleghi alla Roubaix, sono senza tempo. Dietro quelle facce infangate non c’è stata solo la vittoria di Colbrelli, ma anche del ciclismo tutto. E allora, se non potremo applaudire dal vivo il vincitore del Lombardia, vorrà dire che alle 10, sul palco partenti di Piazza Cavour, potremo applaudire tutti i grandi protagonisti della stagione, dal campione del mondo Alaphilippe, al re del Tour Pogacar, a uno tra quelli della Roubaix Moscon, a quello della Vuelta Roglic. Sino al re d’Italia per antonomasia, Vincenzo Nibali, che qui di cose belle ne ha dette parecchie. Adriano De Zan direbbe: un parterre de roi.

Dunque una mattinata da struscio tra i campioni, con i track delle squadre parcheggiati in zona stadio, la partenza da piazza Cavour che si trasformerà in una sfilata verso Porta Torre e via Milano, poi la Napoleona e via verso Cantù, Erba, Canzo, Asso, il Ghisallo e poi a rotta di collo verso Bergamo.

Sarà una festa. Come lo è stata ieri l’inaugurazione della mostra fotografica dedicata al grande patron del ciclismo (dal 1949 al 1990) Vincenzo Torriani. Ce ne occupiamo qui, nel pezzo di apertura, perché se abbiamo a Como questa corsa, una parte del merito è anche sua. Lui che aveva una casa di villeggiatura a Canzo, dove passava l’estate, e che gironzolava per il Triangolo Lariano a cercare strade e idee. Come quella volta che si inventò la prova sul Muro. Ieri, oltre ai figli, c’erano Beppe Conti e Franco Bortuzzo, curatori della mostra.

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