Vizio di notifica: rinviato
il processo per Beatrice

A oltre due anni dai fatti salta la prima udienza del processo per il decesso della bambina di cinque anni schiacciata da un cancello di un cantiere vicino a casa. La delusione dei genitori che attendono ancora giustizia

Vizio di notifica: rinviato il processo per Beatrice
VALMADRERA - Un vizio di notifica a tre dei sette imputati ha fatto saltare la prima udienza del processo per la morte di Beatrice Locatelli, la bimba di 5 anni schiacciata da un cancello vicino a casa il 12 maggio del 2007.
<Negli Stati Uniti hanno impiegato sei mesi per condannare Madoff a 150 anni. Noi, in due anni, non siamo riusciti a fare neppure la prima udienza per la morte di una bambina di cinque anni>. Duro il commento dell’avvocato Giuseppe Rusconi, il legale che assiste i nonni di Beatrice. L’udienza è stata aggiornata velocemente al 16 ottobre: il giudice, una volta accertati i fatti, non ha potuto fare altro che rinviare il processo, con il consenso delle parti e del pubblico ministero Paolo Del Grosso. Visibile il disappunto dei genitori della piccola Beatrice. La madre ha abbandonato l’aula di scatto, quando si è resa conto che il processo non sarebbe neppure iniziato, seguita qualche minuto dopo dal marito.
La vicenda, come detto, risale a due anni. Beatrice Locatelli il 12 maggio del 2007 mentre stava giocando in via Magistris, a poche decine di metri da casa, era rimasta schiacciata dal cancello in ferro del peso di oltre quintali messo a chiusura del passo carraio del cantiere accanto alla sua abitazione che le era caduto addosso.
La corsa a sirene spiegate fino all’ospedale «Alessandro Manzoni», purtroppo, si era rivelata inutile e la piccola era morta poco dopo il suo arrivo al pronto soccorso.

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