Pellet radioattivo,
allarme nel Lecchese

Una partita di 33 tonnellate che sono arrivate dalla Lituania e che sono risultate contaminate da Cesio 137. La Polizia, mentre procedono i sequestri, chiede ai cittadini di non utilizzarlo per nessuna ragione e di avvertire le autorità

Pellet radioattivo, allarme nel Lecchese
LECCO. Allarme pellet radioattivo anche nel Lecchese. Continuano gli accertamenti e le verifiche della Questura cittadina sulla partita di 33 tonnellate arrivata dalla Lituania, risultata contaminata da Cesio 137 e quindi pericolosa. È stato accertato che i sacchi posti sotto sequestro erano arrivati in provincia di Lecco solamente la settimana scorsa, acquistata da una società di Perego e una di Castello Brianza. Oggi, lunedì 15, saranno ultimati i sequestri mentre si sta cercando di individuare tutti i privati che hanno già acquistato alcuni sacchi di «Naturkraft premium», del diametro di 6 millimetri.
La questura di Lecco invita tutti i cittadini che avessero acquistato questo materiale del tipo «Naturkraft premium», ad evitare assolutamente qualsiasi utilizzo, dandone tempestivamente notizia agli uffici di corso Promessi Sposi o ai Vigili del fuoco, che forniranno tutte le necessarie precauzioni da adottare.
Il Cesio 137 è un materiale radioattivo estremamente tossico. Chi ne viene a contatto può subire danni cellulari dovuti alle radiazioni delle particelle di cesio. A causa di ciò, possono verificarsi effetti quali nausea, vomito, diarrea ed emorragie. Quando l’esposizione dura molto tempo, può persino provocare perdita di conoscenza, seguita da coma o persino morte. L’operazione, condotta dalla squadra mobile di Aosta, è scattata venerdì quando il gruppo Nbc dei vigili della fuoco di Aosta ha rilevato tracce di radioattività in un sacchetto che un cittadino valdostano aveva fatto analizzare, dopo aver riscontrato un’anomala combustione.

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