Lunedì 29 Aprile 2013

Galbiate, il ragazzo morto
''Perdoniamo chi guidava''

GALBIATE «Andrò da Riva e gli porterò il nostro perdono»: Renato Marchio, il padre della vittima del terribile incidente del 25 aprile, non ha più rabbia; non recrimina. «Provo solo tanto dolore», dice; con la moglie Ada accoglie con un abbraccio chiunque varca il cancello della bifamiliare, nella traversa di via Lecco dalla quale il figlio diciannovenne Cristian partì con gli amici in quella notte fatale.
«Lui e Angelo Riva - dice - erano come fratelli. Nel nostro cuore lo abbiamo già perdonato ed è sicuramente quello che Cristian avrebbe voluto e che ci avrebbe detto di fare, se avesse potuto riprendere conoscenza: nessun rancore; andrò a trovare il ragazzo e la sua famiglia. Angelo era come figlio nostro».
La fede profonda alimenta la serenità che promana dai genitori del diciannovenne. Mamma Ada sorride: «Ad Angelo l'avevo detto, un paio di mesi fa: ormai sei il mio quarto figlio; era di casa: con Cristian si sentivano cento volte al giorno. Condividevano tutto». Anche l'estremo attimo fatale, quella notte in cui Riva decise di sottrarre la macchina di famiglia, mettersi al volante senza patente, guidare sotto l'effetto dell'alcol portando due dei suoi amici migliori (Cristian, appunto, e Alessio, 23 anni) così come un altro giovane del paese, Marco, 25, a incontrare il destino sulle curve della Rocca a Malgrate, dove la Chevrolet Matiz si è schiantata.
Com'è noto, i genitori di Cristian hanno dato il consenso all'espianto degli oragni. Il cuore è stato trapiantato a una dodicenne che lottava contro la morte. I funerali del giovane forse martedì.

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