Venerdì 16 Maggio 2014

Nibionno,«Passavo per caso,

io non ho ucciso Joele»

Joele Leotta, 23 anni, ucciso brutalmente da un centinaio di colpi sferrati da ragazzi lituani ora a processo

«Non ho ucciso Joele Leotta»: Aleksandras Zuravliovas è il primo ad avere deposto, tra gli imputati per l’omicidio del ventenne di Nibionno e per le lesioni gravi inferte al coetaneo di Rogeno Alex Galbiati, aggrediti lo scorso 20 ottobre nella loro stanza di Lower Stone Street a Maidstone, in Inghilterra, dove lavoravano.

Il ventisettenne lituano è accusato con altri tre connazionali uno dei quali, Tomas Gelezinis, abitava sopra gli italiani. Il processo è in corso. In aula è stata letta la deposizione rilasciata da Zuravliovas alla polizia dopo i fatti: «Passavo per caso e mi sono ritrovato con un colpo in testa; non ricordo molto». Davanti alla corte, il giovane ha confermato. La sua ricostruzione era tra le più attese: com’è già emerso nelle precedenti udienze e dal Pm, infatti, Zuravliovas parlò con Galbiati mentre aspettava con lui i soccorsi (e fu medicato a sua volta); gli si sedette accanto davanti al corpo martoriato, esanime, di Joele e rispose alla domanda che il rogenese ebbe la forza di rivolgergli: «Perché? » Ribatté: «Tu: non io», in un inglese stentato tormentando - secondo il Pm - Galbiati per mesi «con la sensazione che gli volesse dare la colpa».

Ora Zuravliovas ha raccontato: «Sono passato da Lower Street Stone per trovare un amico; la sola cosa che poi ricordo è che ho ricevuto un colpo in testa così forte da svenire». Zuravliovas ha voluto rispondere a dispetto del proprio difensore; infatti, l’avvocato gli ha suggerito di avvalersi della facoltà di non rispondere.

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