Venerdì 11 Aprile 2014

Lecco, Wall Street sgomberata

Ora la pizzeria della legalità

Il trasloco da Wall Street è stato ultimato nella mattinata di giovedì: a breve le chiavi verranno ufficialmente riconsegnate al Comune di Lecco, passaggio che sancirà l’avvio della rinascita del bene confiscato alla ‘ndrangheta. «Ora il nostro obiettivo è aprire la “pizzeria della legalità” entro Expo 2015», afferma il sindaco Virginio Brivio.

Nella nuova stagione delle “locali”, che ha fatto precipitare il territorio indietro di due decenni, l’arrivo di un momento atteso da anni rappresenta un segnale positivo, del quale inevitabilmente si deve tenere conto. Sono trascorsi quasi vent’anni da quando il locale di via Belfiore, quartier generale del clan Coco Trovato, venne tolto alla criminalità organizzata nell’ambito dell’operazione che prese proprio questo nome: Wall Street, dunque, ha un significato simbolico ben preciso.

E’ per questo che l’annuncio dato ieri da Stefano Simeone, capo di gabinetto della prefettura, ha un’importanza particolare. «Si è concluso nella giornata di ieri – ha spiegato - il definitivo spostamento dell’archivio della Prefettura e della Questura dal bene confiscato di Wall Street», dove era stato collocato nel 2010. Un lavoro che ha visto impegnato non soltanto il personale dei due enti, ma anche quello del Comune, con il supporto logistico del servizio Cesea (servizio socio-lavorativo rivolto alle fasce deboli della popolazione).

Dunque, nel giro di qualche giorno i rappresentanti istituzionali si riuniranno in corso Promessi Sposi insieme a Regione e Aler per la stesura di un protocollo d’intesa relativo alla riqualificazione dell’immobile.

Proprio da Palazzo Lombardia, infatti, è giunto nei giorni scorsi l’annuncio atteso: da Milano arriverà un finanziamento di 400mila euro, fondamentali nel riuscire a realizzare il progetto di recupero, che richiederà un investimento di oltre 500mila euro.

«Questo è il modo migliore per dimostrare che la lotta alla criminalità non è mai venuta meno – rimarca il vicesindaco Vittorio Campione -. Tutta questa tempesta mediatica in realtà è nulla di fronte a fatti concreti come questo, che ci porterà a restituire alla collettività un simbolo della gestione malavitosa sul nostro territorio».

LECCO

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