Lecco, Nava, Piazza e Boscagli

Addio al progetto Forza Italia

Rottura nel Pdl: qui prevale la linea governativa Tre componenti su quattro disertano il Consiglio

«Una sconfitta per tutti: falchi, colombe e elettori»

Lecco, Nava, Piazza e Boscagli Addio al progetto Forza Italia
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La spaccatura del Pdl si sta riflettendo inevitabilmente anche sul partito lecchese, ricalcando la scissione ormai consolidata: da un lato, i pidiellini che si riferiscono a Mauro Piazza e Daniele Nava hanno scelto di non partecipare al Consiglio nazionale; dall’altro i fedelissimi di Michela Brambilla, che invece si è schierata accanto al Cavaliere.

Alla fine, dunque, il gruppo lecchese dei “filogovernativi” – anche se rifiutano definizioni e rimandano a dopo l’incontro con la base che avrà luogo a giorni per annunciare la loro posizione – ha disertato l’appuntamento romano: vista l’evoluzione delle ore precedenti, nella capitale era sceso solo il consigliere regionale Piazza. «Sembrava che si potesse raggiungere un accordo, in base al quale oggi avrei partecipato al Consiglio. Invece le condizioni per una presenza sono mancate, per cui ho preso il treno e sono ripartito per Lecco – ci ha spiegato nel pomeriggio -. La spaccatura sembrerebbe definitiva, ma aspettiamo i prossimi sviluppi. In ogni caso, a giorni terremo una riunione con tutta la base, per approfondire la situazione, perché un conto è condurre una battaglia dentro il partito, un altro è uscirne». Piazza è amareggiato: «La posizione di Berlusconi su economia e giustizia mi trova ancora concorde totalmente, ma ormai il partito ha assunto una linea politica troppo distante dalla nostra sensibilità, a causa dei soggetti con cui il Cavaliere ha scelto di costruire la nuova Forza Italia».

Deluso e arrabbiato Daniele Nava, presidente della Provincia. «Ho sposato la linea di Alfano perché punta sulle regole: non ritiro il mio sostegno a Berlusconi, ma il partito deve avere dei paletti ben definiti, altrimenti ti trovi un territorio dove ci sono esponenti con voti, credibilità e numeri scavalcati dalla Brambilla di turno». Per Nava, «questa separazione rappresenta una sconfitta per tutti: per il presidente, per i falchi e le colombe, soprattutto nei confronti dei nostri elettori».

Anche Filippo Boscagli, capogruppo Pdl in consiglio comunale, ha rinunciato alla trasferta. «Sono lieto della scelta fatta, perché è un segnale di discontinuità con gli ultimi anni e soprattutto con gli ultimi mesi, continuando però a lavorare sui temi più importanti, quelli che stanno a cuore alla gente: la riduzione delle tasse, la ripresa dell’economia, l’occupazione. Qualcuno ha perso di vista le priorità reali del Paese. Ora, la speranza è che nasca qualcosa che possa rispondere concretamente alle grandi questioni che abbiamo sul tavolo. Comunque – ha concluso – serve anche gente nuova, perché se cambi nome ma le facce restano le stesse non realizzi chissà quale cambiamento. Bisogna valorizzare gli amministratori locali, che sono davvero in grado di portare a Roma le istanze dei cittadini».

I propri commenti, invece, il parlamentare Pdl Raffaello Vignali li affida a Twitter. «Noi abbiamo perseguito l’unità fino alla fine. Sono stati gli altri a non volerla», ha scritto il deputato che ha aggiunto: «Lavoriamo per un Nuovo Centrodestra alternativo alla sinistra. Ci portiamo dietro la Carta dei valori del Pdl, che altri hanno stracciato».

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