«I vitalizi non si tagliano»  Ricorso per Boscagli e Galbiati

«I vitalizi non si tagliano»

Ricorso per Boscagli e Galbiati

I due ex consiglieri regionali nell’elenco dei 54 su 221 contro la riduzione del 10%, Difendono il loro reddito di politici rispettivamente da 33mila e 40mila euro all’anno

La Regione taglia in media del 10% i vitalizi degli ex consiglieri comunali e 54 dei 221 che già li percepiscono o li percepiranno (la spesa è di 600 mila euro al mese) hanno fatto ricorso al Tar.

Giù le mani dalle “pensioni ” dei politici che, a sentire gli interessati, molto impropriamente sono definite “d’oro” da quella che considerano la vigente demagogia che ce l’ha a morte con la politica vista perlopiù come un’attività di malaffare.

Il senso di questo ricorso che fa indignare l’opinione pubblica sta tutto qui: il vitalizio - sostengono i ricorrenti - è un diritto acquisito e quindi non si può toccare perché altrimenti si viola la legittimità costituzionale, cioè il principio della certezza dei rapporti giuridici.

Nell’elenco dei 54 sulle barricate contro la Regione,ci sono due politici lecchesi in pensione: Domenico Galbiati e Giulio Boscagli che intascano un reddito annuo rispettivamente di 40.030 euro lordi per 7 o 8 anni di attività politica a Palazzo Lombardia e di 33.786 per i suoi 13 anni. Una differenza, a vantaggio dell’ex politico democristiano da più tempo a riposo, che si spiega con i meccanismo di calcolo più favorevole man mano si risale nel tempo. Poi le regole sono a poco a poco cambiate in senso restrittivo fino ad arrivare a quest’ultima riduzione.

Galbiati, 68 anni, consigliere regionale nei banchi della Dc dall’80 all’87, prende circa tremila euro al mese da quando aveva 60 anni (adesso l’età è stata innalzata a 66 con l’ultimo provvedimento), a cui si aggiungono 1.500 euro circa da ex parlamentare per la mezza legislatura dal ’92 al ’94 , ottenuti con un versamento aggiuntivo di un’ottantina di milioni rateizzati in tre o quattro anni. Con lui e gli altri si schiera Boscagli, 66anni, 2.600 euro al mese dall’anno scorso quando è entrato nella categoria degli ex, in virtù delle sue due legislature e mezzo in Regione ,a partire dal 2000.


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