Martedì 08 Luglio 2014

Crisi all’Airoldi e Muzzi

Domani i risultati del voto

Il nuovo padiglione Medale dell’Airoldi e Muzzi inaugurato nel 2011Il pagamento del mutuo è uno dei problemi dell’istituto

LECCO

Ha avuto una grande partecipazione il referendum svoltosi ieri tra i dipendenti dell’Airoldi e Muzzi per decidere in merito al ricorso al contratto di solidarietà.

Il quorum necessario per rendere valida la consultazione era già stato superato ieri pomeriggio alle 15, dopo il primo turno di apertura dei seggi. Il secondo turno, dalle 21.30 alle 22.30, ha concluso le votazioni. Il referendum era stato richiesto dalle organizzazioni sindacali, per coinvolgere i lavoratori nella proposta sindacale che prevede il 10% in meno di orario lavorativo per tutti i lavoratori e tutte le figure professionali, per un anno, a partire dal 1 settembre 2014.

Si è arrivati a questo, a fronte delle richieste del presidente dell’Istituto Airoldi e Muzzi, Giuseppe Canali, insieme al direttore generale e al responsabile dell’Ufficio risorse umane, che hanno formalmente invitato le organizzazioni sindacali e i delegati Rsu aziendali, a fare un accordo per poter chiedere l’utilizzo degli ammortizzatori sociali a sostegno delle difficoltà economiche.

Il bilancio dell’Istituto, infatti, vede l’esposizione nel pagamento dei mutui con le banche per la costruzione del reparto Medale e la ristrutturazione del Resegone, per complessivi 17 milioni di euro. Inoltre ci si deve misurare con la contemporanea difficoltà di copertura dei posti liberi e vacanti nella Casa di riposo per mancanza di domande di ricovero.

Infatti, circa 30 posti letto, mediamente nell’anno, restano vuoti, con un mancato introito di circa 60 mila euro.

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