Ruffini nel gotha della finanza

Guida la carica dei comaschi

La classifica di MF Il patron di Moncler sale al quindicesimo posto tra le rendite borsistiche

Seguono Mali Pelandini (moglie di Urbano Cairo), Alberto Sorbini (Enervit) e Donatella Ratti

Remo Ruffini guida la carica dei comaschi in Borsa. Lo evidenzia l’annuale classifica de i «Paperoni di Borsa» stilata a livello nazionale da MF/Milano Finanza.

Una graduatoria nazionale (non è una classifica di reddito o di proprietà, ma solo di rendite legate alle azioni possedute) che vede il numero uno di Moncler mettere a segno una performance che ha pochi eguali a Piazza Affari e, grazie alla cavalcata del titolo della griffe in borsa (+57% nell’ultimo anno), incrementa il patrimonio borsistico del 90% a oltre 2,5 miliardi, guadagnando 11 posizioni rispetto allo scorso anno (1,3 miliardi di euro).

Ruffini sale ora al quindicesimo posto, avvicinandosi così al gotha della finanza tricolore, a un passo da Silvio Berlusconi (Banca Mediolanum, Mediaset, Mondadori), sceso all’undicesima posizione (da 3,7 miliardi a 3,1). Ma resta ben lontano dalla vetta, guidata anche quest’anno dall’inavvicinabile Leonardo Del Vecchio (Luxottica), con un patrimonio borsistico di quasi 21 miliardi, in crescita di 3 miliardi rispetto all’anno precedente.

Gli altri lariani

Se Ruffini è la punta di diamante dei comaschi in borsa, gli altri seguono però a grande distanza. Con una eccezione: quella rappresentata dalla coppia Urbano Cairo e Mali Pelandini: solo lei, in realtà è comasca. Il tycoon de La 7 e del Corriere della Sera (Cairo Communication e Rcs Group), si piazza al 47° posto dei Paperoni italiani. Anche nel suo caso è molto interessante la performance messa a segno nel listino milanese: +113%, il che gli ha permesso di vedere salire il valore delle sue quote da 258 milioni di euro del 2017 a 550 di quest’anno. A grande distanza gli altri comaschi che hanno deciso di approdare in borsa: Alberto Sorbini, patron di Enervit (produzione e commercializzazione d integratori alimentari per l’attività sportiva), si segnala alla posizione numero 192. Il patrimonio borsistico cala rispetto al 2017 da 31 milioni a 28 (-9%): una flessione che non trova però corrispondenza nell’andamento dell’azienda, in forte espansione dopo l’apertura di una sede operativa a Erba.

Chiude infine la classifica dei comaschi, al posto numero 240, Donatella Ratti: a doppia cifra la crescita fatta registrare dal suo patrimonio di quote dell’azienda di famiglia, passato dagli 11 milioni del 2017 ai 13,6 rilevati quest’anno: +23,7%. n 
F. Ton.


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