Ricette anti crisi: dai tetti sui prezzi, ai crediti di imposta

Emergenza A Lariofiere confronto tra politica e impresa in materia di energia e di superbonus in edilizia: «Ma le risposte più importanti verranno dall’Europa»

Ricette anti crisi: dai tetti sui prezzi, ai crediti di imposta
Un momento del dibattito promosso ieri dalla software house Geo Network

Imprenditori, professionisti e rappresentanti politici delle province di Como, Lecco, Sondrio, Varese e Monza Brianza insieme per discutere dell’emergenza energetica e del futuro del Superbonus.

Il dibattito, promosso dalla software house Geo Network, si è svolto ieri pomeriggio al centro espositivo di Lariofiere, è stato trasmesso in diretta online e ha coinvolto numerosi professionisti preoccupati per il futuro dell’edilizia stretta fra costi sempre più elevati e incentivi statali dal destino incerto.

A pochi giorni dalle elezioni del 25 settembre, protagonisti assoluti sono stati i politici: al tavolo dei relatori il senatore Paolo Arrigoni (Lega) e i deputati Chiara Braga (Pd) e Giovanni Currò (Movimento 5 Stelle), che hanno offerto tre punti di vista molto differenti. «Da settimane - ha ricordato Arrigoni - i prezzi di luce e gas sono dieci volte superiori ai livelli degli anni pre-Covid. La guerra in Ucraina ha acuito il problema, ma gli aumenti risalgono già all’estate del 2021 e sono un effetto collaterale della transizione ecologica impostata dall’Europa e recepita anche in Italia». L’errore è stato «dismettere progressivamente gli investimenti sull’oil and gas considerando tutte le forme di energia allo stesso livello. Il risultato è che abbiamo aumentato la nostra dipendenza energetica».

Per Arrigoni le rinnovabili sono fondamentali, ma hanno ancora dei limiti. Per uscire dalla crisi, oltre a rinnovare gli ammortizzatori già disposti dal Governo di Mario Draghi, non resta che «valorizzare i rifiuti con i termovalorizzatori, tornare a sfruttare giacimenti di gas in terra e in mare, realizzare subito i rigassificatori a Piombino e Ravenna, passando per lo sviluppo ulteriore delle rinnovabili e delle comunità energetiche».

Currò, che è commercialista, si è concentrato in particolare sul Superbonus per fare un po’ di chiarezza e smontare qualche mito. «Spesso si dà la colpa alla politica, ma tutta la parte relativa alla cessione del credito è stata scritta dai tecnici del Mef: hanno dimenticato di associare le cessioni a un codice alfanumerico, rendendo di fatto impossibile tracciare tutto il processo». Quanto alle frodi, ha detto Currò, «la maggior parte sono legate al bonus facciate perché quella norma non era legata ad un prezzario». Gonfiare i prezzi era insomma molto facile. Da mesi, ha concluso il deputato, «il Movimento 5 Stelle lavora per risolvere questi ostacoli senza bloccare del tutto l’istituto del Superbonus: ci batteremo fino all’ultimo, mi aspetto che lo facciano anche le altre forze politiche».

Braga ha ricordato i limiti del Governo nella partita energetica. «Piaccia o non piaccia, le risposte più importanti al caro energia si decideranno a livello europeo: lì scioglierà il nodo del tetto al costo del gas e del processo di formazione del prezzo dell’energia. A livello nazionale dobbiamo darci da fare per aiutare famiglie e imprese che soffrono in modo drammatico l’aumento delle bollette».

Per le famiglie, secondo Braga, «bisognerebbe stabilire un tetto transitorio ai prezzi energetici, per le aziende bisogna raddoppiare subito il credito di imposta (dal 25 al 50 per cento per quelle energivore, dal 15 al 30 per cento per tutte le altre)». E il futuro? Per Braga passa dalle rinnovabili, azzerando il più possibile la burocrazia che precede l’installazione.

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