Maroni ai frontalieri: «Niente Svizzera
Pago io lo stipendio»

«A casa un mese, vediamo cosa succede»

La Lega dei Ticinesi propone altri ostacoli per gli italiani

Un mese di stipendio pagato ai frontalieri italiani come incentivo per non andare a lavorare in Ticino. È la provocazione del governatore di Regione Lombardia Roberto Maroni. Maroni si rivolge a Norman Gobbi, Lega dei Ticinesi, il quale ha voluto introdurre l’obbligo di presentazione del casellario giudiziale per i frontalieri, su cui pende anche una tassazione supplementare.

«Se continua con questa ostinazione - ha affermato Maroni - io penso di dire ai 60mila lavoratori lombardi: “Facciamo una prova, per un mese non andate in Svizzera, non andate a lavorare, vi pago io lo stipendio”, e vediamo cosa succede».

«Norman Gobbi è un amico, poi è un cugino, politicamente parlando, perché è la Lega dei Ticinesi - ha ricordato Maroni - Però fa cose che io non condivido, quando dice “Dobbiamo apporre ostacoli all’ingresso dei lavoratori transfrontalieri della Lombardia”. Sono 60mila lavoratori, senza i quali il Canton Ticino si ferma». Da qui la provocazione di Maroni, nel proporre come scenario futuro un popolo di lavoratori che per un mese si ferma. Verrebbe da dire: paga Pirellone.

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