Mammografia senza raggi X  Il software è made in Lecco
Lo staff dell’azienda lecchese Digitec

Mammografia senza raggi X

Il software è made in Lecco

Uno strumento innovativo per la diagnosi delle patologie al seno che potrebbe segnare una rivoluzione nel campo della diagnostica medica

Uno strumento nuovo per la diagnosi delle patologie del seno. Talmente nuovo e innovativo che potrebbe segnare una rivoluzione nel campo della diagnostica medica e per questo ha ottenuto un cospicuo finanziamento europeo. Si chiama “MammoWave” ed è un mammografo a microonde che non utilizza raggi X.

Questo progetto è stato ideato e brevettato da Ubt Srl (Umbria Bioengineering Technologies), Startup innovativa e Spin Off accademico del Dipartimento di Fisica e Geologia dell’Università degli Studi di Perugia.

Mammowave è già in uso sperimentale da due anni negli ospedali pubblici di Perugia e Foligno, ed in questo progetto c’è anche un po’ di Lecco.

A sviluppare il software per il funzionamento del sistema è infatti il la “Digitec Srl- Digital Innovation”, società nata a Lecco nel 1985 con sede in via Caduti lecchesi a Fossoli 17/19.

Digitec ha sempre lavorato nel settore radiologico medico e veterinario, progettando hardware e software a supporto di sistemi di diagnostica per immagini; la società vanta anche brevetti europei e collaborazioni internazionali.

Fausto Re, Ceo della società , nella quale lavorano anche i figli Simone e Giacomo, ci dice <<abbiamo saputo attraversare decenni stando al passo con i tempi, se non addirittura anticiparli, investendo sempre sulle nuove tecnologie elettroniche e radiologiche che il progresso scientifico offriva>>.

La società lecchese ha fatto anche molto, in campo occupazionale : «Abbiamo sempre investito sul personale - affermano Fausto e Simone - Negli ultimi 5 anni il numero dei nostri collaboratori è più che duplicato: abbiamo un team composto da più di 30 persone e l’80% di essi è laureato in diverse discipline: fisica , matematica, informatica, elettronica; questo fa capire l’ampiezza delle competenze necessarie allo sviluppo di queste attività. Anche nei momenti di crisi internazionale abbiamo garantito l’occupazione e abbiamo riservato importanti risorse, per la formazione , l’aggiornamento ed investimenti tecnologici per ricerca e sviluppo; le competenze e l’impegno delle persone costruiscono il valore della nostra società».

Nel 2015 l’incontro con il Dott. Gianluigi Tiberi e Giovanni Raspa, ideatori del progetto Mammowave e fondatori di UBT che con il loro team lavorano quotidianamente per lo sviluppo del sistema.

L’esecuzione dell’esame con MammoWave non prevede schiacciamento al seno e poiché non comporta rischi per le pazienti che vi si sottopongono, può essere ripetuto più volte ed eseguito a qualsiasi età ed in qualsiasi condizione (gravidanza, particolari malattie ecc.).

Questo progetto ha attirato l’attenzione della commissione europea che attraverso il programma “Horizon 2020”, ha riconosciuto un lauto finanziamento.

«i fondi ottenuti dall’Europa serviranno per finanziare ulteriormente la sperimentazione clinica>> ci racconta Simone, che è anche membro del CDA di UBT << A Perugia, infatti, è in corso la realizzazione di 5 esemplari che a breve saranno installati in prestigiosi ospedali europei: Humanitas di Milano, Policlinico San Martino di Genova ed altre tre strutture europee situate in Germania e Spagna. In questi siti continuerà la sperimentazione su donne volontarie seguendo un protocollo condiviso tra queste importanti strutture.

Superata la sperimentazione e dimostrata la totale efficacia nella diagnosi, lo strumento potrà essere approvato dai vari ministeri della salute e da qui un utilizzo intenso come screening di massa.”


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