Lecco, «Sulla Tasi il solito caos»

La rabbia dei commercialisti

Le associazioni che riuniscono i commercialisti (tra le quali l’Aidc) hanno inviato una nota al Governo per denunciare le difficoltà ed i tempi stretti per preparare e presentare le dichiarazioni della Tasi

Lecco, «Sulla Tasi il solito caos» La rabbia dei commercialisti
Ancora una volta caos sui tempi di scadenza delle imposte

«Prendiamo atto, con rincrescimento, che, ancora una volta, i diritti di chi lavora e dei contribuenti sono stati messi in secondo piano rispetto alle esigenze di cassa dello Stato ed all’organizzazione interna dei Comuni».

E’ il cuore e la sintesi di una nota con la quale le associazioni che riuniscono i commercialisti (tra le quali l’Aidc) hanno inviato al Governo per denunciare le difficoltà ed i tempi stretti per preparare e presentare le dichiarazioni della Tasi.

I commercialisti ricordano: «Allo stato attuale, la scadenza dei pagamenti è confermata al 16 giugno 2014 (acconto) e al 16 dicembre 2014 (saldo)».

E’ poi intervenuta una nota del ministero dell’Economia che ha reso noto che la scadenza del 16 giugno 2014 dovrà essere osservata solo per il pagamento del tributo in quei Comuni che hanno deliberato le aliquote Tasi entro il 23 maggio 2014, per gli altri Comuni la scadenza sarà rinviata al 16 settembre 2014. «Dalla nota - osservano i commercialisti - si legge che tale intervento si è reso necessario “per venire incontro da un lato alle esigenze determinate dal rinnovo dei consigli comunali, e dall’altro all’esigenza di garantire ai contribuenti certezza sugli adempimenti fiscali”. Prendiamo atto di questa proroga (anche se allo stato attuale proprio di proroga non può parlarsi, giacché una nota, ancorché autorevole non può derogare ad una disposizione di legge).

Ma quella proposta appare più una proroga concessa ai Comuni, piuttosto che il riconoscimento di una nuova e palese violazione di alcuni principi generali perpetrata a danno dei contribuenti».

Il documento dei commercialisti continua: «Perché si continua a non dare il giusto rilievo alle norme dello Statuto del contribuente che hanno fissato dei principi (che dovrebbero essere inderogabili i) di civiltà, per garantire il corretto assolvimento degli adempimenti tributari?».

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