Lecco. Si può crescere   in Dubai e nel Qatar

Lecco. Si può crescere

in Dubai e nel Qatar

Dopo l’apertura di uffici in Germania e Stati Uniti, si guarda ai mercati del Medio oriente. Con i contributi ministeriali sono stati finanziati i processi di internazionalizzazione di una decina di aziende

Con l’apertura di un punto stabile nella vicina Germania, ma anche negli Stati Uniti, oltre a nuovi progetti per sostenere le aziende in cerca di nuove commesse a Dubai e in Qatar, l’ufficio estero gestito in condominio da Api e Confartigianato è pronto a un salto di qualità per affiancare le piccole industrie anche alla conquista di mercati più lontani da quelli, più solitamente frequentati, d’Europa.

Se i due nuovi desk di Germania, quasi operativo, e Usa, in via di progettazione, serviranno a dare alle imprese Api interessate a quei mercati punti di riferimento per sviluppare sul posto business e nuove relazioni, Dubai, con Expo nel 2020, e il Qatar, coi mondiali di calcio nel 2022, sono i due nuovi oggetti del desiderio anche per le piccole imprese locali. Le quali sono pronte a partire anche se dovranno senz’altro vedersela con la concorrenza di mezzo mondo per accaparrarsi le commesse sui due eventi.

«Ci stiamo organizzando - afferma Marco Piazza, vicedirettore di Api Lecco e responsabile dell’ufficio estero per le aziende Api - per sfruttare con le nostre imprese le possibilità di lavoro che si aprono sull’arco dei prossimi sette anni. A Dubai e in Qatar abbiamo ultimamente introdotto dei soggetti attivi sul posto come corrispondenti utili alle imprese, fra le quali ne stiamo individuando di specifiche, per tipologia e prodotti, da orientare su quei mercati».

Visto che si tratta di iniziative che richiedono impegno economico uno strumento utilizzato dall’associazione sono i voucher pubblici. Api Lecco è accreditata per i voucher erogati dal ministero per lo Sviluppo Economico a favore di chi fa promozione di attività di internazionalizzazione. Con i voucher ministeriali Api ha finanziato il coinvolgimento di una decina di aziende in processi di internazionalizzazione e a breve l’associazione avvierà richiesta di accreditamento per un’analoga iniziativa della Regione Lombardia.

«Si tratta di strumenti - afferma Piazza - che per come sono strutturati favoriscono l’implementazione di nostri servizi, sempre in evoluzione. I voucher sono adatti a interventi continuativi e strutturati, anche se il loro limite sta nel fissare un budget minimo di spesa per ciascun progetto. È nostra convinzione - aggiunge Piazza - che sia utile accostarsi a un’azienda con servizi adeguati per andare all’estero erogandoli, come abbiamo sempre fatto, individuando il miglior servizio al minor prezzo, anche perché non è attraverso l’individuazione di una spesa minima correlata che si va a dare all’azienda il miglior vantaggio possibile».

Ma tant’è, per varie ragioni, non ultime le esigenze contabili di previsioni di spesa da parte degli enti pubblici, i voucher prevedono un valore minimo di costo pari a 3.500 euro e l’associazione li utilizza ampliando la gamma dell’offerta di servizi sull’estero a favore delle imprese. «I contributi sono utili ricerca di nuove possibilità all’estero per la quale le piccole imprese solitamente non investono, abituate ad aspettarsi risultati rapidi agendo sulla base di un’azione-reazione di breve periodo».


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