Lecco. «Pronti a ripartire subito   È la fine se non riapriamo ora»
Così si lavorava prima dell’emergenza, alla riapertura sarà tutto diverso

Lecco. «Pronti a ripartire subito

È la fine se non riapriamo ora»

Confartigianato: una manifestazione online della categoria “benessere”

Parrucchieri, barbieri, estetiste denunciano anche il dilagare degli abusivi

La sensazione, negli operatori del settore, è assimilabile a quella dell’apnea: l’ossigeno continua a mancare e il rischio è di non riuscire a sopravvivere se non si riuscirà in fretta a mettere la testa fuori dall’acqua.

Nella bolla, ormai da due mesi, sono finiti anche i parrucchieri e gli estetisti del Lecchese, che - nella situazione attuale - dovranno attendere il prossimo 1 giugno per riaprire. Va da sé che la preoccupazione è tanta.

Questo clima si è respirato in occasione dell’incontro che Confartigianato imprese Lecco ha organizzato ieri coinvolgendo anche i parlamentari del territorio, investiti delle istanze e dei timori della categoria Benessere, ormai arrivata con l’acqua alla gola.

In 110 hanno partecipato all’iniziativa online, che ha visto il segretario generale Vittorio Tonini fare il punto della situazione, rimarcando a deputati e senatori in collegamento che «non si può aspettare fino a giugno. Voi potete e dovete fare la vostra parte».

Come ha ricordato anche la presidente nazionale della categoria Benessere dell’associazione, Tiziana Chiorboli, è stato predisposto un protocollo con una serie di accorgimenti in grado di garantire la sicurezza di addetti e clienti, ma dal Governo non è ancora arrivata nessuna risposta.

«Noi siamo già pronti a tornare al lavoro ma non ci viene ancora concesso – ha spiegato Chiorboli, esprimendosi su concetti ripresi poi anche dal presidente regionale Giuseppe Lacorte -. E intanto non solo le imprese rischiano di morire, ma si permette di prosperare agli abusivi, che andando casa per casa rischiano di diffondere il contagio».

Raccolta la vicinanza del Comune, col sindaco Virginio Brivio che ha voluto rimarcare come «in attività economiche come le vostre il rispetto degli accorgimenti è più facile che in altre realtà», dicendosi a favore della riapertura, la “palla” è passata ai parlamentari (Antonella Faggi, Roberto Ferrari, Paolo Arrigoni – Lega – e Gian Mario Fragomeli – Pd).

«Condividiamo la necessità di riaprire in anticipo, perché il vostro è il settore che col turismo è stato più colpito – ha esordito Arrigoni -. Rischiamo la chiusura del 25% degli operatori: a rischio 50mila posti. Servono anche provvedimenti economici in vostro favore».

Fragomeli, invece, ha chiarito che «il decreto è da migliorare e siamo al lavoro anche sulle scadenze fiscali: impensabile che a giungo si debbano pagare le tasse quando qualcuno lavorerà al massimo da metà maggio. Rinvieremo all’autunno».

Mentre nella chat parrucchieri ed estetisti lecchesi esprimevano dubbi, paure e problemi, il presidente di Confartigianato Lecco Daniele Riva ha ribadito che «vedo tanti messaggi, anche di disperazione. Ma ce la faremo: abbiamo già superato altre situazioni difficili».


© RIPRODUZIONE RISERVATA