Lecco. “Garanzia giovani”  Le aziende ci hanno creduto
Giovani al lavoro, da ieri è scattato il superbonus europeo per chi li assume

Lecco. “Garanzia giovani”

Le aziende ci hanno creduto

Sono le più dinamiche della Lombardia quanto a conversione in contratti a tempo indeterminato, oltre 600 posti di lavoro, quasi la metà diventati stabili

le aziende che hanno inserito ragazzi in tirocinio attraverso il programma europeo “Garanzia giovani” hanno accesso a un superbonus da 3 a 12mila euro (a secondo della categoria di profilazione dei ragazzi) se li confermeranno con contratto a tempo indeterminato.

Il tema, spiegano nei Centri per l’impiego della Provincia in queste ore in cui i dati Istat ci dicono che la disoccupazione giovanile sta ancora crescendo, è di sicuro interesse per Lecco dove la diffusione di “Garanzia giovani” è stata ampia. Al 30 novembre scorso il programma ha totalizzato 851 iscritti, di cui 626 presi in carico con situazioni che sono sfociate anche in rapporti di lavoro a tempo indeterminato in misura percentuale doppia rispetto alla media lombarda.

Sui presi in carico, 409 sono sfociati in tirocini fra cui 193 contratti fra tempo determinato (45), indeterminato (80), apprendistato (62), a progetto (6). Le restanti 203 posizioni sono state regolate in gran parte con contratti a tempo indeterminato (90) e di apprendistato (42). Nel confronto con la media lombarda si vede come a Lecco, dove “Garanzia giovani” ha dato corso a 396 inserimenti lavorativi (64,7% sul totale, contro il 49,9% regionale), siano state prevalenti le assunzioni a tempo indeterminato (170, pari al 43% contro il 22% lombardo) e in apprendistato (104, pari al 26%, contro il 16% regionale). Rispetto alla Lombardia Lecco è invece in forte controtendenza sul tempo determinato, con 112 contratti, pari al 28% del totale, contro il 61% regionale.

Le condizioni per accedere al superbonus, cumulabile con la decontribuzione del jobs act ed erogato dall’Inps ai datori di lavoro, non sono poche e si fanno stringenti soprattutto sui requisiti (anagrafici, di scolarità, di disoccupazione) strettamente collegati allo status dei ragazzi.

Eccole, come descritti dall’Inps e al ministero del Lavoro: all’atto della registrazione a “Garanzia giovani” il candidato deve aver avuto età compresa fra 25 e 29 anni, deve essere stato privo da almeno 6 mesi di impiego retribuito, deve essersi fermato con gli studi alla terza media, deve provenire dalle regioni con un quadro economico più debole e deve essere stato inserito in settori o professioni con un tasso di disparità uomo-donna che superi almeno del 25% la disparità media calcolata su tutti i settori dello Stato.

Per le aziende, la conferma a tempo indeterminato deve corrispondere a un reale incremento di organico. I paletti restringono di certo l’accesso al bonus per l’azienda e al lavoro più stabile per i ragazzi proprio perché l’intento della normativa è aiutare soprattutto i cosiddetti “neet”, i ragazzi che non lavorano né studiano, quelli più difficilmente collocabili al lavoro.

Ma c’è altro: l’incentivo alle aziende arriva se l’assunzione a tempo indeterminato viene fatta entro fine 2016 e solo per i tirocini avviati o conclusi entro il 31 gennaio 2016. Chi li ha fatti in febbraio resta fuori.

In tutt’Italia sono 276mila i ragazzi che con “Garanzia giovani” hanno ottenuto posizioni lavorative e fra questi il ministero fa sapere che i potenziali inserimenti col bonus sono circa 120mila. I Centri per l’impiego di Lecco sono in attesa, in queste ore, di conferma da parte della Regione del rifinanziamento del programma per il 2016, mentre a livello locale sono in elaborazione i dati per sapere quanti “neet” potrebbero trovare nuove possibilità di contratti a tempo indeterminato.


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