Lavoro per i giovani?  «Serve un piano organico»

Lavoro per i giovani?

«Serve un piano organico»

Luciano Monti della Fondazione Visentini: «Le misure isolate non servono, ci vuole una strategia»

LECCO

Luciano Molti della Fondazione Visentini: «Per il lavoro ai giovani serve un intervento organico con una strategia per i giovani come già sta avvenendo in altri Paesi, come l’Australia o la Nuova Zelanda. La strategia non prevede misure isolate come il buono cultura o la Garanzia Giovani, ma un intervento a 360 gradi. Serve pensare a come aiutare i giovani sotto vari profili, dal problema dell’abitazione all’accesso al credito. Anche il sostegno alle pensioni integrative è importante perché dà sicurezza sociale. Su questo daremo indicazioni nel prossimo Rapporto, sostenendo l’importanza di un intervento organico perché non è solo questione di lavoro ma ci sono altri fattori che entrano in gioco».

«L’idea è che non ci sarà più il posto di lavoro in quanto tale ma competenze dell’individuo che possono essere spese ovunque. Non parliamo più di problema di lavoro precario o meno. La distinzione verterà prevalentemente sull’acquisizione di competenze non ripetitive, perché la vera sfida è fare in modo che la tecnologia, cioè i robot, non mangino posti di lavoro. I nativi digitali devono imparare a scuola a svolgere attività non ripetitive, siano anch’esse manuali. Devono crescere creativi. La vera sfida è acquisire questo tipo di competenze».

«La sfida si gioca a scuola. Qui bisogna acquisire le competenze abilitanti: inglese, matematica/informatica e creatività. La scuola è ancora impreparata su questo. Sempre di più, chi non uscirà con queste competenze non entrerà nel mondo del lavoro».


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