L’acciaio Feralpi si tinge di verde. Gas ridotti del 10%

Ambiente Il gruppo controlla il laminatoio del Caleotto. Presentati i numeri del bilancio di sostenibilità, il 93% dei prodotti sono ottenuti da materiale riciclato

L’acciaio Feralpi si tinge di verde. Gas ridotti del 10%
Una fase di lavorazione al laminatoio del Caleotto, controllato dal gruppo Feralpi

Il 93% della produzione Feralpi deriva da acciaio riciclato, mentre le emissioni di Co2 da processi diminuiscono del 10%.

Sono solo alcune delle informazioni che il gruppo con sede nel Bresciano del quale fanno parte anche Caleotto e Arlenico ha inserito nella propria nuova Dnf, la Dichiarazione consolidata volontaria di carattere non finanziario, pubblicata per la terza volta per rendere anche all’esterno la fotografia di quanto la holding mette in campo in termini di azioni concrete e misurabili secondo la triplice declinazione Esg (Environmental, social, governance).

«Abbiamo dimostrato, come possono testimoniare i risultati di oggi e del passato, che una siderurgia sostenibile non è una chimera, ma una realtà tangibile e soprattutto reattiva – ha evidenziato il presidente di Feralpi, Giuseppe Pasini -. Abbiamo saputo reagire allo shock dei rincari delle materie prime sulla piazza globale e all’impennata del costo dell’energia elettrica, due variabili dirimenti per chi produce acciaio. Abbiamo confermato i nostri obiettivi, mantenuto gli impegni verso i territori in cui operiamo, le comunità in cui siamo inseriti, le istituzioni, gli attori economici e, primi fra tutti, i dipendenti».

Dipendenti che hanno raggiunto quota 1.749 tra tutte le aziende del gruppo, il 94% dei quali assunti a tempo indeterminato, con il tasso di nuove assunzioni lo scorso anno pari al 14,1%. Al personale sono state dedicate nel 2021 24.819 ore di formazione.

Il documento rende conto dell’impegno ambientale di Feralpi, che ha saputo ridurre del 10,35% (rispetto al 2019) le emissioni di Co2 (emissioni indirette Scope2 derivanti da energia elettrica), attestandosi a 522.453 tonnellate. I rifiuti destinati a recupero, riciclo e riuso (486mila tonnellate) ammontano invece all’89% del totale degli scarti prodotti con le lavorazioni siderurgiche: un progresso notevole, considerato che nel 2019 il dato era pari all’81%.

Un impegno, quello rispetto l’ambiente, sul quale la holding ha deciso di investire nei prossimi anni, con un piano di diverse centinaia di milioni di euro nel quinquennio. In questo contesto, è stata costituita a gennaio Feralpi Power On, società dedicata alle energie rinnovabili. L’azienda si pone l’obiettivo a cinque anni di produrre energia pulita a zero emissioni, in maniera etica e sostenibile, con materiali totalmente riciclabili, per coprire circa il 20% del fabbisogno energetico attuale delle aziende del gruppo in Italia. Gli impianti fotovoltaici saranno installati sul territorio nazionale e prevedono un investimento di oltre 100 milioni di euro.

Importante anche l’impegno in ricerca e sviluppo, per innovare processi produttivi in modo tale da renderli sempre più sostenibili. In questo senso, i risultati raggiunti sono diversi, a partire dalla quota importante (93%) di contenuto minimo riciclato nei prodotti.

«Alla base di questo approccio sono presenti le Bat (Best available techniques), l’insieme delle soluzioni tecniche più avanzate (impiantistiche, gestionali e di controllo) economicamente e tecnicamente adottabili nell’ambito del pertinente comparto industriale. L’impiego di tecnologie di Industria 4.0, quali Internet delle cose, intelligenza artificiale e Big data, sono infatti funzionali a monitorare ed efficientare il consumo energetico, l’emissione di Co2 e per il riutilizzo di materiali apparentemente a fine vita».

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