«La burocrazia è un costo da alleggerire. Ogni azienda perde 240 ore all’anno»

Competitività Confartigianato Lecco ribadisce la necessità di una semplificazione dei rapporti. Il presidente Riva: «Bisogna anche intervenire sul carico fiscale che penalizza il sistema»

«La burocrazia è un costo da alleggerire. Ogni azienda perde 240 ore all’anno»
La complessità dei rapporti con la burocrazia pesa sui conti delle imprese

Abbattere la burocrazia e dare un taglio alla pressione fiscale è la strada da seguire, per aiutare le imprese in questo periodo così complesso e delicato. Uno degli ultimi casi di appesantimento degli oneri burocratici è la richiesta della qualificazione Soa per avere accesso ai cantieri avviati con il superbonus, una decisione che di fatto esclude dagli appalti ventimila aziende.

Bisogna, invece, andare nella direzione opposta per sostenere le realtà delle piccole imprese. Ne è convinta Confartigianato, che pur apprezzando i contenuti del Decreto legge dedicato alle misure in materia di semplificazioni fiscali e di rilascio del nulla osta al lavoro, auspica ulteriori provvedimenti ispirati ai principi di semplificazione contenuti nella legge delega di riforma del sistema fiscale approvata in questi giorni dalla Camera: riordino in testi unici di tutte le disposizioni fiscali per tipologia di soggetto, stabilità delle disposizioni che impongono adempimenti fiscali, non retroattività delle disposizioni tributarie e “costituzionalizzazione” dello Statuto del contribuente. Daniele Riva, presidente di Confartigianato Lecco, sottolinea: «Ridurre le complessità e il peso degli oneri fiscali è condizione fondamentale per accompagnare lo sviluppo delle imprese. Oggi l’Italia ha il record negativo per la burocrazia fiscale: per districarsi tra scadenze e adempimenti alle micro e piccole imprese servono 238 ore l’anno, 56 ore in più rispetto alla media dei Paesi Ocse».

Nel biennio della pandemia le aziende che hanno avuto una crescita in digitalizzazione sono state il 20%. Questo dimostra la grande flessibilità del sistema artigiano che agisce non solo come attore economico ma anche sociale attraverso la capacità di esprimere i valori intangibili che sono la conoscenza e la competenza.

E la strada della digitalizzazione dovrebbe essere presa con decisione anche dal pubblico. In tema fiscale, a giudizio di Confartigianato, dato che la fatturazione elettronica consente un controllo puntuale delle singole posizioni dei contribuenti, è indispensabile abrogare una serie di onerosi e inutili adempimenti a carico delle imprese, come il regime Iva dello split payment e del reverse charge in edilizia, la ritenuta applicata sui bonifici che danno diritto a detrazioni d’imposta, l’obbligo di comunicazione delle liquidazioni periodiche Iva, l’obbligo di rendere pubblici i contributi ricevuti dalla Pa.

Confartigianato sollecita altresì lo spostamento definitivo al 20 luglio del termine per il versamento delle imposte per i contribuenti per i quali sono elaborati gli Indicatori di affidabilità fiscale, l’abrogazione dell’intera disciplina delle società di comodo, semplificazioni in materia di dichiarazione Irap modifiche alla disciplina in materia di esterometro.

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