König, uno spiraglio
arriva dal Governo
Si apre il tavolo di crisi

Molteno L’annuncio del deputato Fragomeli (Pd)

Invece della dismissione, si spera nel piano di rilancio

Audizione ieri in Regione: «Si faccia marcia indietro»

Ieri, dopo una mattinata di audizione in commissione Attività Produttive in Regione Lombardia sul caso Konig arriva da Gian Mario Fragomeli, deputato lecchese del Pd, l’annuncio della convocazione, per mercoledì 1 giugno, di un apposito tavolo di crisi al ministero dello Sviluppo Economico.

«Ricevuta la documentazione necessaria - afferma Fragomeli in una nota - mi sono subito impegnato ad interessare il Mise nella persona del vice ministro Teresa Bellanova affinché prendesse in carico, in tempi rapidi, la questione König e convocasse a Roma al più presto la proprietà e le organizzazioni sindacali. Non c’è tempo da perdere - conclude Fragomeli - e da parte mia posso garantire che continuerò a lavorare, in accordo con il ministero, allo scopo di trovare una soluzione che salvaguardi i posti di lavoro ed il futuro dei centosei dipendenti König e delle loro famiglie».

La strada resta in salita ma si può dunque iniziare concretamente a percorrerla per scongiurare il peggio dopo che di recente la società austriaca Pewag, con l’acquisto della Konig di Molteno, ha annunciato il trasferimento della produzione in Carinzia e Repubblica Ceca aprendo un baratro sul futuro di 106 lavoratori dichiarati in esubero sul totale di 130 dipendenti.

L’intervento del ministero richiesto anche dai sindacati è dunque arrivato con la speranza che la nuova proprietà ci ripensi e metta in atto, invece della dismissione, il piano di rilancio e di investimenti più volte annunciato da Konig.

All’audizione di ieri in Regione hanno preso parte Luigi Panzeri (Fiom-Cgil, Giovanni Gianola (Fim-Cisl) e Enrico Azzaro (Uilm-Uil) con i consiglieri regionali lecchesi Raffaele Straniero (Pd) e Mauro Piazza (Ncd) e l’ad di Konig Giovanni Zancopé per un aggiornamento sullo stato della situazione e soprattutto per indirizzare al rappresentante dell’azienda precise richieste per la continuità lavorativa su Molteno.

«Se la Konig-Pewag ha soldi a disposizione per agevolare l’uscita dei 106 dipendenti che considera in esubero (tanti, come ha dichiarato l’amministratore delegato Giovanni Zancopè), allora li metta subito a disposizione per fare marcia indietro e riconvertire la struttura di Molteno. Da parte sua – scrive Piazza in una nota - Regione Lombardia farà la propria parte e metterà in campo le risorse e gli strumenti di cui dispone, tra cui gli accordi di competitività, per agevolare un percorso che reputo possibile e che può portare a mantenere la produzione industriale».

«Non ci basta – afferma Azzaro – il piano di gestione degli esuberi con cassa integrazione straordinaria o il rinvio della delocalizzazione a 12 mesi come dice l’azienda. Si delocalizza in Austria, dove il lavoro non costa meno che da noi. In questo passaggio di mano fra gli svedesi di Thule e gli austriaci se ne va un valore di brevetti per 30 milioni di euro, con 106 persone che possono ritrovarsi improvvisamente disoccupate».


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