Il Creval agli imprenditori: «Sempre al vostro fianco»
Luigi Lovaglio, ad del Credito Valtellinese, all’incontro nel Salone dei Balli di Palazzo Sertoli

Il Creval agli imprenditori: «Sempre al vostro fianco»

L’amministratore delegato Luigi Lovaglio a colloquio con le aziende valtellinesi nel corso di un ciclo di incontri. «L’impegno con il cliente è questo: se ci chiedi qualcosa, garantiamo che ti risponderemo entro pochi giorni».

Alle parole devono corrispondere i fatti. In una logica di trasparenza, serietà e coerenza. Il che significa incontrare le persone, conoscerle, spiegare il significato di banca commerciale e intraprendere un cammino insieme a supporto dell’attività del cliente: parola chiave intorno alla quale ruota il ragionamento di Luigi Lovaglio, amministratore delegato del Credito Valtellinese che ha appena raggiunto il traguardo del primo anno dal suo ingresso nell’istituto di piazza Quadrivio, prima come membro del consiglio di amministrazione (era il 12 ottobre del 2018), poi pochi giorni dopo come presidente e infine, nel febbraio di quest’anno, come amministratore delegato in qualità di capo azienda.

L’occasione per parlare del presente e del futuro della banca è data da alcuni recentissimi incontri a Sondrio con un gruppo di clienti valtellinesi, cui ne seguiranno altri tra non molto, per illustrare il modo di operare della banca e confrontarsi con il mondo delle imprese locali. Un’impostazione delineata da Lovaglio fin dal suo insediamento, esplicitata nero su bianco nel Piano industriale presentato nel giugno scorso e che col passare dei mesi sta cambiando profondamente il modo di pensare e l’assetto organizzativo dell’istituto sondriese.

E per fare questo, per spiegare le ragioni di questo mutamento di pelle e indicare la direzione da intraprendere, sempre nelle scorse settimane l’amministratore delegato ha incontrato anche la quasi totalità dei direttori di filiale.

«Alla fine di questo giro di appuntamenti, che durerà circa un mese, avremo incontrato quasi quattrocento clienti della Valtellina – spiega Lovaglio –. Abbiamo cercato di trovare una formula che ci desse la possibilità di ascoltare, perché oltre a voler spiegare meglio che cosa intendiamo fare, desideriamo sentire opinioni e capire bene le necessità, per poter dare anche un senso di concretezza a questi incontri».

E come giudica questi primi incontri?

In maniera molto positiva, ho tenuto a spiegare che cosa vogliamo essere, ovvero una banca commerciale con un basso profilo di rischio focalizzata sulle famiglie e le imprese del territorio. Una banca che si colloca in quell’area di intermediazione dei flussi commerciali del cliente e che interviene a supporto delle necessità finanziarie che si possono manifestare tra il momento degli incassi e quello dei pagamenti. È il modo di fare banca che ci sta a cuore. Gli istituti di credito hanno potuto contare su grandissime disponibilità finanziarie grazie agli strumenti messi a disposizione dalla Banca centrale europea, ma al tempo stesso la crescita degli impieghi verso l’economia reale resta estremamente bassa. Queste somme, erogate alle banche a tassi negativi, sono state il più delle volte investite in titoli di Stato, per guadagnare sulle differenze dei tassi, o utilizzate per finanziare grandi aziende a medio e lungo termine.

E voi come vi ponete su questo fronte?

Ecco, noi come banca commerciale diciamo ai nostri interlocutori: questi soldi li vogliamo trasferire a voi, vogliamo in sostanza prenderci cura e sostenere il vostro ciclo finanziario. Il bravo imprenditore non sempre può avere in campo finanziario la stessa competenza che mette nel suo lavoro. Tocca a noi guidarlo nell’analisi dei suoi bisogni, ad esempio rendendo liquidi i suoi crediti o agevolandolo nel predisporre una lettera di credito sull’estero. Il messaggio è: siamo al tuo fianco.

E la Valtellina come l’ha trovata?

È un territorio meraviglioso. C’è grande discrezione, una capacità di fare, di sviluppare cose nuove, di crescere, di superare le difficoltà e un forte senso di appartenenza, che rende questo territorio molto particolare. L’ho riscontrato dovunque andassi e l’ho potuto notare anche in vesti private durante alcuni giorni di vacanza che ho trascorso qui quest’estate. A questo, si aggiunge la qualità molto alta dei colleghi, come ho già avuto modo di dire. Tutto ciò mi porta a pensare che grazie al territorio e alle nostre persone ci sono ottime prospettive per la banca.

E le risposte degli imprenditori come sono state?

È stato un piacere incontrarli, ascoltarli e capire che condividiamo gli stessi principi. Ci metteranno sicuramente alla prova. L’impegno che abbiamo preso è questo: se ci chiedi qualcosa, garantiamo che ti risponderemo entro pochi giorni. Questo non significa che diremo sì ad ogni richiesta, ma saremo molto veloci a rispondere e ci sarà sempre un interlocutore al quale rivolgersi. È un ritorno ai principi ancora attuali che i padri fondatori del Piccolo Credito Valtellinese hanno voluto nello statuto, dichiarando grande attenzione alle risorse del territorio e alle imprese produttive, in particolare a quelle considerate “minori”. Qui ci sono le nostre origini e agli imprenditori della Valtellina ho assicurato che noi torneremo a fare questo: andremo dai clienti per supportarli e crescere insieme, giorno dopo giorno. Consapevoli che attraverso la loro crescita passa lo sviluppo della nostra banca. Sono sicuro che ce la faremo.

Andando a cercare clienti nuovi e quelli che si sono persi per strada in passato?

I depositi sono stati recuperati completamente. Ora dobbiamo essere bravi a erogare finanziamenti e farlo in maniera responsabile. Bisogna ritrovare il piacere di capire bene il business delle aziende, perché attraverso una profonda conoscenza del cliente lo si può supportare in maniera professionale, e stare al suo fianco anche nei momenti meno favorevoli. Grazie a tutto questo riusciremo a generare valore per tutte le parti e ritornare al dividendo, con benefici anche sul valore delle nostre azioni.

Sul modello di una banca che si configura come più agile.

Potremmo definirci in questa nuova fase come una start-up che poggia su fondamenta solide. Possiamo essere agili e dinamici. Abbiamo la taglia giusta per dare risposte più veloci. C’è il gusto di fare le cose con passione e tengo a dire a quei clienti che possono avere avuto la sensazione che ci siamo allontanati: non è così.

E perché separare attività commerciale e gli Npl (i crediti deteriorati delle banche)?

Siamo una banca solida, con un’organizzazione efficiente e chiara. C’è chi gestisce il business, chi decide sulla concessione del credito e chi si occupa dell’operatività. Ed ognuno deve generare vantaggi per il cliente. Chi non lo fa non sta lavorando bene. Ed è anche per questo che abbiamo voluto separare l’attività core di banca commerciale da quella di gestione dei vecchi crediti deteriorati: usando una metafora, in una piscina che è già piena, se qualcuno versa altri bicchieri d’acqua è più difficile accorgersene. Se invece l’hai svuotata, e vedi il fondo con le piastrelle, basta anche un solo bicchiere d’acqua per risvegliare l’attenzione e intervenire.

E la squadra?

Ho voluto presentarmi all’incontro con gli imprenditori insieme ad alcuni nostri manager, per dimostrare l’impegno della squadra verso la Valtellina. È stata l’occasione per presentare i responsabili delle nuove divisioni small business e retail, create per garantire una maggiore attenzione ai clienti e assicurare risposte in tempi molto più brevi, con modalità più semplici e chiare.


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