Forum Coldiretti  Appello sui dazi  e progetti green

Forum Coldiretti

Appello sui dazi

e progetti green

Il primato dell’agricoltura italiana su sostenibilità e innovazione. Il presidente nazionale Ettore Prandini: «Aiutare le imprese per le barriere degli Usa»

Il presente (e il futuro) dell’agricoltura si discute sulle sponde del Lario. Ieri a Villa d’Este, i temi dell’economia circolare e della sostenibilità della filiera agro-alimentare ma anche la partita su dazi e tutela del Made in Italy sono stati al centro del Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione, promosso da Coldiretti. Politici, tecnici, economisti, accademici e operatori del settore sono i protagonisti di una due giorni ricca di confronti, durante la quale sono state gettate le basi di un nuovo modello di fare agricoltura, ispirato alla Green New Deal. Ospiti, al solito, di massimo livello. Ieri ha partecipato ai lavori la ministra Teresa Bellanova, oggi sarà il giorno del premier Giuseppe Conte (ha pernottato a Villa d’Este), atteso anche il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.

Il rapporto

C’è molto da fare ma sulla sostenibilità la strada è quella giusta, perlomeno a leggere il Rapporto di Coldiretti/Symbola: l’Italia è leader mondiale nelle produzioni di qualità con 5.155 prodotti agroalimentari tradizionali e con il 20% in più di prodotti a denominazione di origine (Dop, Igp e Stg) rispetto alla Francia e il 147% in più di quelli registrati dalla Spagna. Fra i cinque paesi europei più importanti dal punto di vista agricolo, l’Italia è quello con il minor numero di prodotti con residui chimici oltre i limiti di legge con appena lo 0,8% del totale contro l’1,3% della media Ue o il 5,5% dei prodotti extracomunitari. L’Italia si conferma anche ai vertici mondiali per aree coltivate a biologico con 1,95 milioni di ettari nel 2018 pari al 15,5% della superficie agricola.

Un’agricoltura sostenibile e innovativa. «Oggi il 55% delle aziende agricole in Italia utilizza tecnologie 4.0 - ha detto il presidente della piattaforma Rousseau, Davide Casaleggio, nel corso del suo intervento al Forum - il mercato italiano della smart agriculture ha un valore di circa 400 milioni, che è il 5% di quello globale e il 18% di quello europeo. L’industria agricola dell’Ue ha creato un valore aggiunto lordo di 182,3 miliardi nel 2018 e l’Italia è al primo posto tra i Paesi della Ue».

Le ricadute

Preoccupano le possibili ricadute dei dazi. «Siamo stati i primi a chiedere un intervento immediato, con risorse adeguate, per sostenere le imprese, colpite dai dazi ed evitare la perdita di competitività sul mercato, a vantaggio dei Paesi concorrenti - ha detto il presidente nazionale, Ettore Prandini - occorre rafforzare i programmi di promozione dei prodotti agricoli nei Paesi terzi e concedere aiuti nazionali agli agricoltori che rischiano di subire gli effetti di una tempesta perfetta tra dazi Usa e Brexit, dopo avere incassato fino ad ora una perdita di un miliardo di euro negli ultimi cinque anni a causa dell’embargo totale della Russia».

I superdazi Usa su alcuni dei prodotti italiani più rappresentativi come il Parmigiano reggiano e il Grana Padano spingono il fatturato del falso Made in Italy negli Stati Uniti a 24 miliardi. Una misura che - sottolinea la Coldiretti - fa perdere competitività sul mercato americano a vantaggio dei prodotti statunitensi e dei Paesi concorrenti non colpiti dalle misure protezionistiche autorizzate dal Wto nell’ambito della disputa tra Usa ed Europa per gli aiuti al settore aeronautico. A differenza di quanto avviene per altri articoli come la moda o la tecnologia, a taroccare il cibo italiano non sono i Paesi poveri, ma soprattutto quelli emergenti o i più ricchi a partire proprio dagli Stati Uniti. Negli Stati Uniti il 99% dei formaggi di tipo italiano sono «tarocchi» nonostante il nome richiami esplicitamente le specialità casearie più note del Belpaese, dalla Mozzarella alla Ricotta, dal Provolone all’Asiago, dal Pecorino Romano al Grana Padano, fino al Gorgonzola.


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